Cartiera Pieretti, Cgil: “Cassa integrazione sia straordinaria”

Situazione alla cartiera Pieretti, interviene la Slc Cgil che, per bocca di Simone Tesi, rappresenta le inquietudini di lavoratori e Rsu. “La richiesta della Cassa integrazione guadagni ordinaria da parte di Cartiera Pieretti – dice il sindacato – ci sembra un fatto singolare e ci vede pertanto perplessi anche sulle possibilità che l’Inps l’autorizzi. Qui siamo in una situazione di crisi conclamata, alle soglie dell’ultima scadenza data dal tribunale per la presentazione della proposta concordataria e dell’affitto, se ancora ce ne sono le intenzioni (lunedì 25, ndr), e si richiede un ammortizzatore sociale ordinario? Per le procedure concorsuali, a condizioni ben precise, c’è la Cassa integrazione straordinaria”.

“Se lo strumento fosse sbagliato e l’Inps respingesse la domanda – prosegue Cgilò – con l’azienda che, intanto, dichiara che, da lunedì prossimo, l’impianto non ripartirà e sarà fermo per tre mesi (voci che sono state fatte circolare in azienda), tutto tornerebbe a pesare sui conti della cartiera che vedrebbe aggravato il suo debito. Ma quello che è veramente grave è il fatto che i lavoratori rischiano di essere messi a casa continuativamente senza stipendio, perché, da una parte, l’azienda non accetta di anticipare il trattamento retributivo della cassa integrazione, e, quindi, bisognerà aspettare che l’Inps decida e, eventualmente, cominci a pagare direttamente ai lavoratori l’integrazione salariale, altrimenti tutto si trasformerà in debito che verrà gestito dalla procedura concorsuale e riscosso poi; dall’altra, prima di accedere ad un ammortizzatore sociale, ci sono da smaltire, per chi ancora le ha, le ferie vecchie il cui pagamento è bloccato dalla domanda di concordato”.
“In ogni caso, ripetiamo, i lavoratori potrebbero trovarsi senza stipendio per un periodo. Tutto ciò non sarebbe accettabile – copnclude Tesi – Ci vuole un intervento che sappia garantire le normali condizioni di sostenibilità sociale di qualsiasi percorso. Come potrebbero, le persone e le loro famiglie, continuare ad andare avanti, dopo mesi di stipendio decurtato, addirittura senza niente? Le decisioni che devono essere prese devono essere di garanzia per tutti”.

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