Cartiere fra ambiente e formazione, ok il convegno a Pescia

Giornata intensa, per contenuti e per qualità dei relatori, quella conclusasi ieri a Pescia dove si è svolto il convegno Carta Bianca al tuo futuro; responsabilità ambientale e responsabilità educativa nel distretto cartario lucchese e della Valdinievole.

Gli organizzatori (Assocarta, Confindustria Toscana Nord, Formetica e Istituto Marchi Forti di Pescia) si sono prefissati di rappresentare l’industria della carta per come è oggi: riaffermandone – come ha detto la delegata all’education di Ctn Cristiana Pasquinelli – “la giusta reputazione di asse portante dell’economia del territorio da un lato, e dimostrando come l’industria creda, abbia già investito e continui a progettare la propria crescita su fondamenti di sostenibilità e circolarità ambientale dall’altro”.
Il Centro Studi di Confindustria ha documentato il valore numerico del settore, e le sue ricadute in termini di fatturato, export, attrazione di investimenti e occupazione; ma allo stesso tempo ha posto l’accento sui costi che le cartiere devono sostenere per procurarsi energia e dotarsi di impianti di smaltimento e riciclo.
Tiziano Pieretti, presidente della sezione Carta di Confindustria Toscana Nord così commenta: “Abbiamo voluto richiamare nel titolo del convegno, le responsabilità: educativa e ambientale. Su quest’ultima siamo in prima fila, e ogni giorno in azienda la assumiamo: i dati illustrano che le cartiere del nostro distretto sono ambientalmente virtuose. Lo sono nel caso di utilizzo di materiali vergini il cui approvvigionamento responsabile di cellulosa da fonti certificate garantisce che la forestazione mondiale aumenti e non diminuisca (si tratta di certificazioni internazionali, il cui controllo è realizzato da parte di enti terzi, indipendenti, tra cui Wwf International). Lo sono nel caso del riciclo di carta da raccolta differenziata, che riesce a dare nuova vita a 90 chili di carta su 100 trattata. Se si considera che chi usa macero toglie dalla discarica ogni anno 1,5 milioni di tonnellate di carta da raccolta nel solo nostro territorio, i numeri sono impressionanti. Rimane l’ultimo miglio, quel residuo non recuperabile di 10 per cento, o anche meno, da smaltire. Farlo è troppo oneroso per la singola impresa e per il distretto, e incide pesantemente sulla competitività del prodotto. Oggi abbiamo ribadito all’assessore Fratoni la nostra esigenza di attivare sinergie pubblico-private, impegnandoci anche a trovare investitori; la regione ci dovrà sostenere sia dal punto di vista della pianificazione territoriale sia condividendo oneri per la costruzione di impianti”.
Sul tema è intervenuto Tiberio Daddi, dell’Istituto di management della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa. Il suo studio ha documentato che strumenti quali le certificazioni volontarie ambientali Emas e Iso 14001 o il marchio ecologico Ecolabel sono molto rilevanti per il settore cartario che nel tempo ha dimostrato un costante impegno nel loro ottenimento.
Gli argomenti esposti di per sé cruciali, hanno un ulteriore valore aggiunto; generano professionalità specifiche, che scuola e imprese formano con progetti condivisi e azioni comuni. Uno di questi corsi – quello per tecnologie cartarie – è già attivato all’istituto Marchi Forti, la cui dirigente è da quest’anno Anna Paola Migliorini; che nel suo intervento ha sottolineato l’importanza dei Percorsi per lo sviluppo delle competenze trasversali e l’orientamento (Ptco): “Gli studenti del Marchi Forti svolgono un minimo di 150 ore nei Ptco, ex alternanza scuola-lavoro, che consentono loro di venire in contatto con diverse realtà lavorative, dagli studi commerciali agli enti pubblici, dalle associazioni di categoria alle aziende nei loro diversi produttivi. L’indirizzo cartario ha ben interpretato lo spirito della riforma dal 2015, consentendo di effettuare percorsi di alternanza effettivamente pensati e realizzati in sinergia tra istruzione e mondo del lavoro perché gli studenti durante l’anno si recano presso le strutture ospitanti e ci sono regolari incontri dei docenti delle materie di indirizzo con i referenti delle aziende per curvare i programmi alle reali esigenze delle varie realtà produttive. E’ più che frequente che gli studenti dopo il conseguimento del diploma trovino occupazione presso le stesse strutture dove hanno svolto l’alternanza, ed è di questi giorni un dato occupazionale rilevato da Eduscopio, che vede il Marchi Forti come l’istituto con il tasso occupazionale post diploma più alto nella provincia di Pistoia (71%)”.
Questi temi sono confluiti in una tavola rotonda, cui ha partecipato l’assessore regionale Federica Fratoni, il direttore di Banca di Pescia e Cascina Antonio Giusti, Massimo Ramunni (Assocarta) Maria Chiara Pettenati (Istituto Indire per la didattica e l’istruzione) e Tiziano Pieretti. A moderare la tavola rotonda, il giornalista di Repubblica Maurizio Bologni.
Alla fine della mattinata, sono stati consegnati gli attestati di maturità ai primi diplomati del corso di tecnologie cartarie.
Nel pomeriggio sono stati coinvolti i ragazzi delle scuole medie inferiori della provincia, che hanno partecipato al concorso indetto dall’istituto Marchi Forti per la realizzazione di un minivideo su tema dell’ambiente. Nel corso dell’incontro, hanno assistito alla spiegazione di come sia articolato il corso di studi, illustrato sia da chi lo sta frequentando sia dai tutor che li assistono nel loro percorso di alternanza.
Il concorso ha ricevuto un riscontro non immaginato; 370 ragazzi coinvolti, di 8 scuole delle province di Pistoia e di Lucca che hanno prodotto 40 clip. Il pubblico in sala era chiamato a votare fra i sei lavori selezionati da una giuria di esperti, per definire la classifica finale.
Fra i premi quello per la completezza del messaggio è andato alla terza C del comprensivo Leonardo da Vinci di Lucca per il clip Diamoci una mossa.
Il concorso è stato reso possibile dal sostegno di Banca di Pescia e Cascina: hanno contribuito alla dotazione in premi le aziende Ds Smith, Essity, Lucart e Sofidel.

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