I dati/2: ancora trend negativo per l’edilizia

L'analisi di Vaira. A pesare il calo degli investimenti pubblici

Anche il 2019 è stato un anno nero per quanto riguarda il settore dell’edilizia in provincia di Lucca. A certificarlo è il centro studi di Confindustria Toscana nord che registra per l’anno che si sta chiudendo l’ennesimo calo. In generale, dall’inizio della crisi del 2008, il calo di imprese è stato del 40% mentre il numero di operai e di ore lavorate crescono lievemente rispetto allo scorso anno.

“C’è stato un piccolo calo nel numero delle imprese rispetto al 2018 – spiega Stefano Varia, presidente di Ance Toscana nord -. È vero che si è registrato un leggero aumento delle ore lavorate ma con le stesse imprese e con gli stessi lavoratori”.

“Il nostro settore non vede la fine della crisi anche perché non è stato apportato nessun accorgimento da parte dei governi – attacca Varia -. Altri paesi hanno ovviato alla crisi dell’edilizia investendo in infrastrutture mentre in Italia questo non è stato fatto. Gli investimenti rispetto al 2006 sono calati del 50% e questo lo si vede dalla manutenzione delle strade e dei ponti. Senza contare che non ci sono nuove infrastrutture. Dire che non c’è bisogno di infrastrutture è una bestemmia: abbiamo strutture degli anni 70, scuole e carceri non a norma. Ma questo è normale se non fai nuove opere e nemmeno mantenimento dell’esistente. Questo per altro determina l’estinzione delle imprese”.

“Altro problema è quello legato alle normative che ci impediscono di poter spendere anche quelle poche risorse che ci sono – prosegue Varia -. Questo ha ingessato il sistema perché non c’è più certezza e non si riesce più a lavorare”.

Varia commenta anche il trend di crescita consolidato nella nautica: “In provincia di Lucca abbiamo delle eccellenze in particolare per quanto riguarda la nautica da diporto di lusso. Questo ha comportato anche un aumento degli occupati. Queste aziende però non hanno una risposta da parte del territorio dal punto di vista urbanistico. Non ottengono le relative risposte dal territorio e quindi cosa succede? Succede che a Viareggio non si ampliano i capannoni perché non c’è il regolamento urbanistico e così una delle aziende più importanti del comparto è andata a La Spezia. Se lavorasse questo settore che è in espansione, allo stesso tempo anche il settore dell’edilizia potrebbe ripartire”.

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