Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, la nuova ricerca dell’AICS su partecipazione e inclusione

Lo scorso 3 dicembre si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, una giornata dedicata completamente alla promozione dei diritti e del benessere dei disabili, proclamata nel 1981.

L’ufficializzazione di questa giornata così importante ha permesso di lavorare su qualcosa di altrettanto importante per la vita delle persone con disabilità motoria, la “Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità”, promuovendo ulteriormente i diritti dei disabili e ribadendo l’importanza di garantire loro la piena partecipazione a tutti gli aspetti della vita eliminando tutti i possibili ostacoli che limitano il rispetto dei diritti imprescindibili a partire dall’abbattimento delle barriere architettoniche grazie a strumenti innovativi come i montascale, miniascensori e così via

In tutto il mondo, oltre un miliardo di persone (circa il 15% della popolazione mondiale) è purtroppo affetto da una qualche forma di disabilità e la maggior parte di loro (circa l’82%) vive in Paesi in via di sviluppo.

Per questo, tra il 2016 ed il 2017, l’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) ha sostenuto più di 100 progetti dedicati alle persone con disabilità in 26 Paesi diversi, con maggiore attenzione per quelli del Mediterraneo, del Vicino e Medio Oriente e dell’Africa ed in parte anche in alcuni Paesi dei Balcani, dell’America Latina e Caraibi, Asia e Oceania.

I dati raccolti grazie a questi progetti, sono stati poi pubblicati dall’AICS in una ricerca intitolata “Disabilità e Cooperazione Internazionale: partecipazione e inclusione. L’esperienza della Cooperazione Italiana 2016-2017” proprio in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità ed è stata realizzata in collaborazione con CBM Italia, la più grande organizzazione umanitaria internazionale impegnata della prevenzione e nella cura della cecità e della disabilità evitabile nei Paesi in via di sviluppo, e grazie anche al contributo di un Comitato Scientifico.

Tra i criteri di ricerca utilizzati per raccogliere i dati, è stato introdotto il cosiddetto “marker disabilità”, uno strumento che ha permesso di individuare tutti i progetti che prevedono delle azioni in favore delle persone che hanno una disabilità, identificando la percentuale di investimento finanziario che ogni Paese dedica ai propri disabili.

Tale marker è stato applicato alle iniziative in fase di approvazione ed il punteggio, che va da 0 a 4, corrisponde ad una percentuale che calcola il reale investimento finanziario che ogni progetto dedica alla disabilità, inclusi anche quei progetti che non sono dedicati completamente a questo settore ma che comunque prevedono dei componenti di attività per la disabilità.

Il “marker disabilità” ha quindi permesso di identificare una totalità di 124 iniziative dedicate al tema della disabilità. Tra questi progetti sono stati esclusi quelli non ancora avviati, riducendo il numero a 104. Una volta individuati i progetti partecipanti alla ricerca, l’AICS ha chiesto agli enti esecutori di tali progetti di partecipare ad un’indagine on-line il cui scopo è quello di acquisire informazioni utili ad individuare le iniziative e le buone pratiche messe in atto nel settore della disabilità.

Il campione dell’indagine era costituito da 72 progetti di cui un 27% dedicato completamente al tema della disabilità ed un 73%, invece, che aveva al suo interno una o più componenti dedicate alla disabilità stessa.

Questo nuovo strumento di ricerca è un successo della Cooperazione Italiana, che ha iniziato ad utilizzarlo con lo scopo specifico di identificare, appunto, tutti quei progetti che sono dedicati completamente, o almeno in parte, alle persone con disabilità.

Solo più recentemente, il “marker disabilità” si è diffuso a livello internazionale, venendo adottato anche da altre associazioni ed organizzazioni come l’OCSE DAC (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico – Comitato per l’Assistenza allo Sviluppo).

Dalla ricerca condotta dall’AICS, in collaborazione con CBM Italia e dal Comitato Scientifico (composto dal Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli, dall’Università di Macerata, dalla Rete Italiana Disabilità e Sviluppo e da AstraRicerche) è emersa la necessità di inserire il tema della disabilità in ogni intervento generale e cercare così di costruire delle reti che siano in grado di valorizzare tutte le risorse.

Nella ricerca “Disabilità e Cooperazione Internazionale: partecipazione e inclusione. L’esperienza della Cooperazione Italiana 2016-2017”, che può essere consultata anche on-line, vengono descritti inoltre i temi maggiormente affrontati, tra cui la resilienza (49%), l’educazione (26%) e la salute (25%).

La resilienza rimane comunque il tema più importante all’interno dei progetti dedicati all’aiuto umanitario e sminamento, ma anche in contesti di conflitto e post conflitto e in quelli legati alle catastrofi naturali, mentre il tema della salute rimane prioritario per i progetti dedicati interamente a questo settore.

Ciò che emerge, in conclusione, è l’importanza di coinvolgere il più possibile anche le persone con disabilità e che quest’ultima deve entrare come mainstream in tutte le fasi dei progetti, perché la progettazione deve essere sempre rivista e migliorata con lo scopo di includere sempre di più i beneficiari, ma anche le comunità e le istituzioni locali col fine di implementare la partecipazione delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni in linea con quanto descritto nella Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità dell’ONU.

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