Vertenza alla Fabio Perini Spa, Sì Toscana chiede un tavolo in Regione

I consiglieri Fattori e Sarti: "Lavoratori vivono nell'incertezza"

Siamo preoccupati per il futuro della Fabio Perini Spa, i cui investimenti non sembrano dare i frutti previsti, come nel caso di Industria 4.0. È necessario che l’azienda presenti quanto prima un serio e dettagliato piano industriale”.

Così i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, che hanno presentato una mozione allo scopo di coinvolgere la Regione Toscana nella vertenza in corso nello stabilimento di Lucca dell’azienda specializzata nella fornitura di macchinari e servizi di trasformazione e confezionamento del tissue.

“La Regione – continuano i consiglieri, illustrando le richieste contenute nella mozione – deve promuovere un tavolo con la dirigenza aziendale e le rappresentanze sindacali con l’obiettivo di fare emergere un quadro chiaro riguardo al futuro produttivo e occupazionale della Fabio Perini Spa, verificando le possibili implicazioni dell’attuale strategia aziendale rispetto alla situazione occupazionale del sito di Lucca. Dobbiamo sgombrare il campo da qualsiasi ipotesi di riduzione del numero di occupati e di esternalizzazione delle lavorazioni”.

“Da troppo tempo, come accade per i colleghi dello stabilimento di Bologna – dicono dal partito – i lavoratori e le lavoratrici del sito di Lucca vivono nell’incertezza. I segnali che arrivano dalla sede bolognese, a partire degli appalti affidati a ditte esterne sottopagate, non fanno ben sperare. È vero che recentemente sono stati lanciati alcuni progetti eco-friendly ma resta da vedere se otterranno i risultati che si prefiggono”.

“A parole la proprietà, oggi in capo alla multinazionale tedesca Körber Ag – concludono Fattori e Sarti – ha confermato di voler mantenere il settore packaging, ma nei fatti la strategia del gruppo sembra percorrere la strada opposta. Körber  ha infatti bocciato, nel frattempo, il piano presentato dalla Fabio Perini Spa a inizio novembre, chiedendo che ne venga presentato uno nuovo entro la seconda decade di gennaio. Il tempo stringe, chiediamo alla Regione Toscana di interessarsi alla vicenda, anche perché i lavoratori non hanno certezze nemmeno riguardo al contratto integrativo in scadenza il 31 dicembre”.

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