Stop esenzioni Imu per gli iscritti Aire, Lucchesi nel mondo in trincea

Del Bianco: "Una vera e propria doccia dal governo"

Una vera doccia fredda per decine di migliaia di emigranti. Addio all’esenzione Imu sulla prima casa dei pensionati all’estero iscritti all’Aire. A metterlo nero su bianco la legge di bilancio 2020. È questo uno degli effetti collaterali della nuova Imu, tassa unica sulla casa che dall’anno in corso cancella la Iuc, portando all’abolizione della Tasi. Tra le novità fa decisamente discutere la cancellazione dell’assimilazione a prima casa dell’unità immobiliare posseduta dagli italiani titolari di pensioni estere iscritti all’Aire.

“Questa è davvero una scelta miope e inopportuna del Governo – sono le parole della presidente della Lucchesi nel Mondo Ilaria Del Bianco -. Dal 2014, la prima casa posseduta da cittadini italiani residenti all’estero, iscritti all’Aire e titolari di una pensione nel paese di residenza, era esonerata dal pagamento dell’Imu e sugli stessi immobili la Tasi era applicata per 2/3, così come la Tari, la cui disciplina resta immutata anche per l’anno in corso”. L’esonero si applicava, fino al 2019, a patto che la casa non fosse affittata e non concessa in comodato d’uso.

“L’esenzione del pagamento dell’Imu per gli iscritti Aire in pensione è stata una battaglia fatta da Unaie», continua la De Del Bianco, “una battaglia vinta a metà perché il nostro obiettivo era di far applicare l’esenzione anche agli iscritti Aire ancora in età lavorativa”.

La legge di bilancio, nel riformare il pacchetto di tasse sulla casa, ha cancellato l’agevolazione, disciplinata dall’articolo 9 bis del decreto legge 47/2014.

“Vorrò dire che partiremo con una nuova battaglia”, conclude la Del Bianco, “con l’obiettivo di applicare l’esenzione anche agli iscritti Aire ancora in età lavorativa. Pensiamo infatti anche ai tantissimi nostri giovani che emigrano. Questa tassazione ingiusta avrà delle gravi conseguenze perché molti nostri emigranti di certo metteranno in vendita le case e di certo non verranno più in Italia. E questo quando, al contempo, lo stesso Ministero degli Esteri investe moltissimo sullo sviluppo del turismo delle radici e quindi proprio sul mantenimento del legame tra territori e conterranei all’estero, un legame la cui più immediata evidenza è la proprietà di un immobile nel paese di origine. Quindi mi chiedo: il Governo non ha pensato all’indotto che i nostri emigranti portano ai comuni quando rientrano in Italia per le vacanze? Un’entrata economica che supera di sicuro la tassa richiesta senza ricordare come molte delle case presenti nel nostro territorio sono state costruite proprio da chi è stato costretto ad andare all’estero. Ci muoveremo fin da subito per coinvolgeremo i parlamentari eletti all’estero e lo stesso sottosegretario Merlo. Di questo scandalo lo stesso direttivo Unaie, a cui la Lucchesi nel Mondo aderisce, ne aveva discusso la scorsa settimana a Mestre e sottolineato durante l’audizione alla quale la Presidente Del Bianco era stata chiamata alcune settimane fa alla commissione Affari esteri del Senato”.

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