Lucca: economia nel 2019 promossa, bene l’agricoltura 2.0

Nell’anno passato, sono ben 588 le nuove attività apparse sul territorio, dato importante, ma che viene sminuito dalle attività chiuse: 558

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Davvero l’e-commerce ci sta mettendo in crisi?

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42.714 , questo è il numero delle imprese registrate al 31 dicembre dello scorso anno sul territorio di Lucca e provincia, in diminuizione rispetto al 2018 dello 0,4% (167 unità), dato che non deve né rappresentare un campanello d’allarme, ma né tanto meno deve passare inosservato. L’economia italiana ha avuto indubbiamente un calo, vero è che la famosa “crisi” ha avuto onde diverse, dapprima su investimenti verso il nostro paese e, negli ultimi 10 anni, anche delle piccole e medie imprese, con il proliferare di grossi marchi come Amazon e di grosse catene commerciali low-cost come Zara. Confcommercio e Confindustria sono in parte d’accordo nel ricercare le cause nell’aumento dell’e-commerce, ma in realtà, dati alla mano, in Italia questa pratica di shopping è ancora ai minimi storici, basti pensare che in Inghilterra la quota degli acquisti online tocca il 20%, in Italia il 5% e i due enti invitano a fare un’altra considerazione importante: sono invece tanti i negozi fisici che hanno allargato i propri servizi anche all’e-commerce, aumentando le vendite anche all’estero. Certo, afferma Fabio Fulvio, responsabile per le Politiche Sociali della Confcommercio, che non sarà facile come giocare ad un gratta & vinci Gratorama, ma fare impresa e avere un’attività fisicamente presente sul territorio è ancora possibile, bisogna, però, affidarsi ai professionisti soprattutto quando si offrono tipi di servizi e beni sempre nella stessa maniera da anni.

Quali sono le principali minacce per le aziende oggi?

Innanzitutto sarebbe meglio parlare di opportunità, quella della digitalizzazione e dello snellimento dei processi è assolutamente da considerarsi un “motore” e non un “freno” anche per le piccole-medie imprese. L’aspetto che può essere additato come minaccia è la sicurezza informatica, sia interna all’azienda, che nel rapporto con l’utenza, l’Italiano medio  infatti, ha ancora remore a dilettarsi nello shopping online per via della reticenza nell’utilizzo di sistemi di pagamento online e difatti stanno nascendo sempre più figure professionali legate alla “cyber security”. Altro aspetto da valutare come “rischio” è il ritrovarsi a collaborare o ad avere “partnership” con cattivi pagatori, il che non è raro in situazioni di crisi, ma anche qui una soluzione ci sarebbe e in realtà è già adottata da diverse industrie: rapportarsi con realtà estere, per crescere in Italia. Il terzo ed ultimo aspetto, che va ad “inglobare” anche gli altri due, è un gap culturale che vede l’Italia essersi mossa tardi in quest’ottica, il concetto di Europa non sembrerebbe essere vissuto come viene vissuto il concetto di Stati Uniti d’America negli USA, o dalle stesse nazioni europee nei confronti dell’Unione. Un dato allarmante, questo sì, a supporto di questa situazione di “chiusura” della nostra nazione è il risultato della ricerca della Eurostat e della Commissione Europea, che insieme hanno incrociato dati raccolti con l’istituto che insegna inglese EF e vede appunto l’Italia soltanto al 22 esimo posto su 24 nazioni prese in esame.

Si sa, come tutti i processi, anche questo della digitalizzazione e dell’apertura a non solo nuovi mercati, ma nuovi tipi di collaborazione è lento e necessita di tempo e competenza. Fortunatamente il tessuto economico toscano e di Lucca in particolare è ancora sano e fiorente, sempre più start-up giovani nascono e approcciano già al mercato in una maniera europea, è così che anche quelle imprese agricole 2.0 saranno sostenute, come il sostegno di 30 mila euro, per giovani imprenditori che abbiano aperto una partita IVA agricola negli ultimi 24 mesi o in futuro: sono difatti 18 i milioni di euro messi a disposizione dalla regione Toscana nell’ambito del Piano Sviluppo Rurale. Un esempio virtuoso, è che la Coldiretti di Lucca, si sta attivando per accompagnare in questo percorso i giovani imprenditori, ci sono stati già due incontri nella sede della Coldiretti in Via Passaglia, per maggiori informazioni c’è il link.

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