Psicosi coronavirus, crollo per la vendita dei fiori

Allarme di Coldiretti: bloccate intere commesse destinate al nord Italia

L’effetto paura coronavirus ferma anche la vendita dei fiori. Coldiretti confida nell’8 marzo per recuperare il terreno perso e rivolge un invito ai consumatori ad acquistare fiori e piante prodotti dalle aziende agricole locali. L’emergenza sanitaria rappresentata dal nuovo Covid-19, che in queste ore si sta profondamente ridimensionando, ha bloccato intere commesse di fiori destinati al Nord nelle serre e nelle aziende.

L’andamento meteo anomalo e le temperature miti di queste settimana hanno fatto “sbocciare” prima molte fioriture che sono già pronte per la vendita. Parliamo di migliaia di esemplari, tra tulipani, ranuncoli, violaciocca, piante in vaso ed altre tipologie le cui coltivazioni sono concentrate in Versilia, che rischiano di essere invendute con un danno incalcolabile, fino a qui, per un settore che vale 200 aziende specializzate e 2 mila addetti tra diretti ed indiretti per un fatturato complessivo di circa 150 milioni di fatturato tra produzione e trasformazione.

“Dopo i primi giorni di emergenza che ci hanno messo di fronte ad un quadro molto diverso da quello catastrofico rappresentato inizialmente – analizza Andrea Elmi, presidente Coldiretti Lucca – è importante far ripartire subito la locomotiva paese consentendo di riavviare tutte le attività ora bloccate e mettere in condizione le imprese e i lavoratori di tutti i territori di lavorare in modo proficuo e sicuro. Uno dei settori cardine della nostra provincia che ha subito, dall’indomani dello scoppio della psicosi, una brusca frenata è stato quello della floricoltura. Il risultato è che il blocco del Nord Italia, che rappresenta un mercato di riferimento per il florovivaismo versiliese, ha paralizzato tutta la filiera. Questo significa che di questo passo, con un altro mese folle come quello che stiamo vivendo, le aziende non saranno in grado di mantenere gli impegni con il fisco, con i comuni, con i lavoratori. Altro che recessione…”.

Oltre alle misure urgenti che il governo si appresta ad adottare, sarà necessario secondo Coldiretti un sostegno alle imprese e al reddito dei lavoratori. Coldiretti chiede che alle istituzioni, dal governo ai Comuni, di sostenere le imprese con misure speciali ed iniziative per promuovere il negozio di vicinato ed i mercati degli agricoltori. La prima si terrà al mercato di Campagna Amica di Viareggio che si tiene ogni settimana il martedì in via Fratti.

Un fiore vince la paura e porta felicità nelle case e nelle nostre vite – spiega Elmi – Iniziamo già da oggi ad acquistare i fiori della Versilia. Adorniamo i nostri balconi, le nostre finestre e diamo un segnale positivo al mondo. Il fiore è il simbolo della resilienza e della nostra voglia di non farci sopraffare dalla paura e dalla psicosi. Ci vediamo a Viareggio (3 marzo), per la prima iniziativa insieme ai produttori di Campagna Amica”.

Per informazioni www.toscana.coldiretti.it oppure pagina ufficiale Facebook

L’intervento di Forza Italia

“Un fiore contro la paura del coronavirus che in queste ore sta generando un contraccolpo incredibile sul distretto floricolo versiliese”: a lanciare l’appello è il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale Maurizio Marchetti.

“L’altro giorno in consiglio regionale, insieme al collega Marco Stella – ricorda Marchetti – abbiamo fatto approvare in aula un ordine del giorno che impegna la Regione a programmare misure specifiche di sostegno alle imprese danneggiate dall’epidemia di Covid-19. Prima però c’è da lavorare per evitare il danno”.

“Quando l’emergenza era circoscritta alla Cina – osserva Marchetti – tra le prime rassicurazioni che ci sono state fornite è arrivata quella sulla non pericolosità dei pacchi in arrivo da quel paese, zona rossa compresa. Non si capisce dunque perché invece qui dovremmo assistere impassibili al crollo delle commesse di fiori destinati al Nord nelle serre e nelle aziende della Versilia. I dati prodotti da Coldiretti Lucca fanno impressione, e parlano di migliaia di esemplari tra tulipani, ranuncoli, violaciocca, piante in vaso ed altre tipologie le cui coltivazioni sono concentrate in Versilia e che adesso rischiano di rimanere invendute”.

“Va da sé – conclude – a finire in ginocchio in un simile scenario è l’intero settore che occupa duemila addetti tra diretti e indiretti in 200 aziende, per un fatturato complessivo che si aggira sui 150 milioni tra produzione e trasformazione. Agire prima dell’irreparabile. Un fiore contro la paura, contro il contagio economico da coronavirus“.

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