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Coronavirus e luoghi di lavoro, la preoccupazione dei sindacati

Cgil, Cisl e Uil: "Aziende garantiscano l'attuazione dei decreti". Chiesto anche il sostegno al reddito

Preoccupazione per i lavoratori e per le loro scadenza. E richiesta della garanzia della massima sicurezza per gli operai. È quanto chiedono, con un comunicato unitario, i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Rossano Rossi, Massimo Bani e Giacomo Saisi.

“In questo momento, così difficile per il nostro paese – dicono – l’obiettivo prioritario per tutti noi è contribuire ad arrestare il contagio e salvare vite umane. A questo scopo tutti i provvedimenti legislativi che si sono succeduti, l’ultimo ieri sera, vanno nella direzione di limitare il più possibile il contatto fisico tra le persone, nell’interesse di tutta la collettività e, quindi, anche dei lavoratori che noi rappresentiamo”.

“Questa situazione e questi provvedimenti che noi condividiamo – dicono i sindacalisti – Aprono però nel mondo del lavoro criticità che non si possono eludere. Perché se è giusto rimanere a casa occorre anche capire come moltissimi lavoratori potranno far fronte alle scadenze dei mutui, agli affitti, ai prestiti, alle bollette, come insomma può essere garantito il sostegno al reddito, attingendo dalle risorse stanziate dal governo, soprattutto in una fase come quella attuale dove la crisi già di per se aveva creato non pochi problemi. Ma vi è una altra nostra grande preoccupazione che riceviamo dai lavoratori perché speso in alcuni luoghi di lavoro non sono rispettate le misure di sicurezza predisposte dal governo, o siamo in ritardo nella loro attuazione“.

“Le aziende hanno l’obbligo dovere di rispettare i decreti emanati in relazione alla sicurezza prevista per Covid 19 e mettere i lavoratori in condizione di lavorare in sicurezza. Le aziende che non sono in grado di garantire la sicurezza, devono ridurre o sospendere la produzione. Saremo rigidissimi e denunceremo ogni inadempienza alle autorità preposte. Valuteremo in tutti i luoghi di lavoro se ci sono le condizioni sufficienti, attraverso l’organizzazione del lavoro e dove non è possibile attivando gli ammortizzatori sociali previsti“.

“Noi siamo a disposizione – conclude la nota – ritenendo necessario svolgere come sempre il nostro ruolo di responsabilità non creando problemi alle imprese ma dando la possibilità ai dipendenti di tutelare la propria salute nell’intento di contribuire solidaristicamente alla sconfitta del virus“.

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