Poste, sindacati regionali contro Anci: “Non ci sono le condizioni di sicurezza per lavorare”

I confederali: "Necessario rimodulare il servizio per la grave emergenza sanitaria"

“Come rappresentanti delle organizzazioni sindacali della Toscana siamo stupiti nell’apprendere la presa di posizione del presidente dell’Anci Matteo Biffoni, relativa alla scelta di Poste Italiane di rimodulare il servizio a seguito della grave emergenza sanitaria in corso in tutto il paese. In questi giorni così drammatici, abbiamo pressato quotidianamente l’azienda affinchè attuasse pulizie straordinarie in tutti i locali aziendali e fornisse in maniera celere i Dpi (mascherine, gel igienizzante e guanti) a tutti i lavoratori degli uffici postali, del recapito, degli stabilimenti e dello staff”. A protestare sono i rappresentanti sindacali regionali Marco Nocentini (Slp-Cisl), Graziano Benedetti (Slc-Cgil) e Silvia Cirillo (Uil-Poste).

Ad oggi queste misure non sono state attuate – proseguono i sindacalisti – sul territorio e come organizzazioni sindacali, nella tutela della salute dei nostri lavoratori e di tutta la cittadinanza riteniamo che così come previsto dal protocollo siglato tra il governo e i sindacati in data 14 marzo senza queste dotazioni, considerato che non possa essere garantita la distanza di un metro tra clienti e operatori o tra gli operatori stessi, il servizio non possa essere espletato“.

“Purtroppo alla data odierna – prosegue la nota – riscontriamo che due impiegati degli uffici postali della Toscana, siano risultati positivi al Covid-19, alla luce di questi due episodi a maggior ragione riteniamo che tutti gli ambienti di lavoro debbano essere adeguatamente sanificati e che tutto il personale debba essere fornito dei dispositivi di sicurezza. Chiaramente auspichiamo che per continuare a garantire i servizi minimi essenziali (accettazione raccomandata, accettazione telegrammi, pagamento bollettini con scadenze imminenti) il personale venga immediatamente dotato di tutte le protezioni”.

“Allo stesso tempo siamo stupiti che le istituzioni – continuano i rappresentanti sindacali – organismi deputati a garantire la tutela della salute della cittadinanza sul territorio, non siano a conoscenza che le mascherine e il gel vengano accentrati dalla protezione civile, la quale giustamente sta dando la priorità di distribuzione alle strutture sanitarie ed alle forze armate. Pertanto risulta evidente che Poste Italiane, così come tante aziende del recapito privato, non riescano ad approvvigionarsi di tali materiali e senza tali strumenti non sia possibile continuare a garantire il servizio postale”.

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