Indennità per i lavoratori della pesca, definite le modalità

Coldiretti spiega le modalità in attesa degli accordi quadro regionali

Definite le modalità di presentazione delle domande all’Inps per ottenere il riconoscimento delle indennità per i lavoratori della pesca. A darne notizia è Coldiretti Toscana nello specificare che per le imprese fino a 5 dipendenti le istanze possono essere presentate mediante la comunicazione obbligatoria a mezzo posta elettronica, dopo una prima istruttoria regionale, all’Inps a valere sul fondo Cassa integrazione guadagni in deroga (Cigd). Per le imprese con più di 5 dipendenti invece, la domanda a valere sul Fis (Fondo integrazione salariale) va presentata direttamente all’Inps, previa sottoscrizione dell’accordo sindacale.

“È una prima risposta per i lavoratori del settore pesca, resta il nodo Inps relativo ai destinatari (dipendenti), che Coldiretti sta chiedendo con forza di ricomprendere nella definizione di membri dell’equipaggio”, dice Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana.

I termini delle procedure saranno disciplinati dagli accordi quadro regionali sulla Cigd in via di definizione, alle quali Coldiretti Impresa Pesca, anche a seguito della sottoscrizione del contratto collettivo nazionale di lavoro, ha chiesto ed ottenuto di essere inserita.

“Servono interventi immediati per dare liquidità alle aziende – aggiunge il presidente Filippi – perché anche il settore della pesca, con l’azzeramento delle attività di ittiturismo e pescaturismo, è stremato. Il blocco degli ordini del pesce, con la vendita quasi esclusiva di pesce surgelato, ha praticamente bloccato un settore che in Toscana conta 1600 imprese e 25 milioni di fatturato, un patrimonio che concorre in maniera significata al valore complessivo dell’economia regionale che va salvaguardato in questo momento di crisi causata dal coronavirus. Per questo Coldiretti ha chiesto l’estensione alle imprese del settore delle misure di sostegno, di esenzione e di sospensione di tasse e contributi, attraverso sgravi fiscali e contributivi con il rinvio di pagamenti, compensazioni previdenziali delle giornate di lavoro perse, oltre alla concessione di mutui a tasso zero finalizzati all’estinzione dei debiti bancari, garantiti dallo Stato direttamente o attraverso l’Ismea e gli strumenti agevolati di accesso al credito per rilanciare l’attività di impresa attraverso nuova liquidità”.

Le catture più importanti della flotta da pesca toscana riguardano pesce azzurro, in particolare sarde ed acciughe – ricorda Coldiretti Toscana – mentre tra gli altri pesci vengono catturati naselli, triglie, sugarelli, boghe e cefali. Oltre il 25 per cento dell’offerta nazionale di sarde proviene dall’attività di pesca esercitata in Toscana. I quantitativi dell’itticoltura regionale incidono per il 5 per cento sulla produzione nazionale, ma scendono sotto il 2 per cento  se si considera l’acquacoltura nel complesso. Date le caratteristiche di pregio delle specie allevate il valore delle produzioni incide in misura maggiore rispetto ai volumi prodotti, con percentuali del 7% sulla piscicoltura e di quasi il 4% sull’acquacoltura totale”.

“I numeri parlano chiaro – spiega il direttore di Coldiretti Toscana, Angelo Corsetti – e considerata l’importanza del settore Coldiretti ha chiesto al ministero delle politiche agricole anche misure straordinarie di sostegno attraverso l’adozione di soluzioni di maggiore flessibilità nelle misure di gestione nazionali che, nel rispetto delle normative vigenti e in conformità con gli obiettivi della Pcp e del contratto collettivo, affidando la gestione di un plafond di giornate di pesca alla responsabile autodeterminazione aziendale. Abbiamo chiesto inoltre l’attivazione di tutti i bandi Feamp a valere su risorse disponibili del Fondo ed esaurimento delle procedure in atto sui bandi svolti”.

 

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