Confindustria: “L’Italia si sta giocando il futuro dell’economia nazionale”

In provincia di Lucca attivo solo il 35% delle aziende manifatturiere

“L’Italia si sta giocando il futuro dell’economia nazionale” questo il grido d’allarme lanciato da Confindustria Toscana nord dopo che stamattina (1 aprile) il ministro della salute Roberto Speranza aveva annunciato che le misure di isolamento sociale sarebbero state prorogate almeno fino al 13 aprile. L’associazione ribadisce la necessità di prevedere prima di questa data una riapertura delle attività, anche parziale, potenziando le misure di sicurezza e di distanziamento già imposte prima della chiusura e alle quali le imprese si erano efficacemente adeguate.

“Anche se il decreto ancora non c’è, il messaggio del Governo è chiaro – si legge in una nota dell’associazione di categoria -. L’annuncio non è del tutto inaspettato ma le imprese di Confindustria Toscana Nord hanno continuato a sperare che il termine inizialmente fissato del 3 aprile rimanesse valido, almeno per la ripresa delle attività produttive. Dalle parole del ministro della salute, però, non si intravede alcuno spiraglio”.

“Come abbiamo già evidenziato – prosegue la nota – nel complesso delle tre province di Lucca, Pistoia e Prato lavora, sulla base dei codici Ateco, il 21% del totale delle imprese manifatturiere, corrispondente al 28% degli addetti. A livello provinciale, a Lucca rientra nei codici Ateco autorizzati a lavorare il 35% del manifatturiero (52% degli addetti)“.

Alcuni dei settori maggiormente presenti nel territorio di Confindustria Toscana nord sono esclusi in gran parte o totalmente dall’elenco dei codici Ateco che consentono di lavorare: oltre al tessile anche l’abbigliamento, le calzature, i mezzi di trasporto (inclusi ferrotranviario e nautica), la metallurgia e gran parte delle specializzazioni meccaniche, il lapideo, l’arredamento, la costruzione di edifici.

Confindustria Toscana Nord esprime la massima preoccupazione per la situazione che si sta determinando nelle aziende. “Un’interruzione così protratta nel tempo segna una rottura difficilmente superabile nelle relazioni fra le imprese e i loro mercati, con grave compromissione delle possibilità di ripresa – si legge ancora -. Pesante è anche la situazione che si profila dal punto di vista sociale, in considerazione degli inevitabili riflessi sull’occupazione”.

Nel frattempo l’associazione sta lavorando per fornire alle imprese consulenza su come gestire la situazione; alle istituzioni vengono evidenziate, proponendo anche possibili percorsi per superarle, le principali criticità che si stanno abbattendo sul mondo produttivo, dalla carenza di liquidità alla necessità di posticipo o di cancellazione di norme come quelle sulla crisi d’impresa, dal posticipo delle scadenze fiscali alla necessità di coperture speciali per l’assicurazione del credito commerciale, da un più agile accesso agli ammortizzatori sociali a strumenti di salvaguardia specifici per le filiere produttive.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.