Coronavirus, Coldiretti: “Economia agricola al collasso”

Il presidente Filippi all'assessore Remaschi: "Sia dichiarato lo stato di calamità"

La grave emergenza sanitaria da coronavirus sta compromettendo duramente il tessuto dell’economia agricola in Toscana, mettendo in ginocchio ogni singolo segmento di attività produttiva, uno stato di criticità che impone la dichiarazione di stato di calamità. È quanto ha chiesto Coldiretti Toscana all’assessore regionale all’agricoltura, Marco Remaschi.

“In queste settimane abbiamo affrontato la crisi che ha colpito il nostro paese con gli strumenti di contenimento che ci sono stati indicati dal governo, attenendoci alle decretazioni che si sono susseguite. Considerato che ad oggi non esistono strumenti finanziari idonei e sufficienti a compensare un disastro economico di tale entità, è necessario attivare tutte le procedure utili per richiedere al Mipaaf il riconoscimento dello stato di calamità naturale per l’intero comparto agricolo della Toscana”, ha spiegato il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi.

Il settore agricolo e agroalimentare ha necessità di risorse finanziarie perché non si può fermare  – aggiunge Coldiretti Toscana – dovendo garantire la produzione e il cibo per le comunità locali e per tutta la distribuzione, ha bisogno di liquidità attraverso interventi mirati e urgenti per compensare tutti gli investimenti vanificati in poco più di un mese, attivando ogni provvedimento azzera burocrazia.

Tutti i settori hanno subito perdite irrecuperabili – conclude il presidente Filippi – e notevoli sono gli sforzi fatti finora per garantire la continuità aziendale, nonostante l’emergenza. Le aziende agricole e agroalimentari hanno pagato gli effetti della chiusura del canale Ho.Re.Ca, così come quello della piccola distribuzione alla quale erano indirizzate molte produzioni di qualità, pesca, vino, olio, settore lattiero caseario vaccino e ovino, oltre che gran parte dei prodotti florovivaistici. La contrazione degli ordini da alcune strutture della grande distribuzione ha aggravato ulteriormente la situazione, mentre il sistema agrituristico ha subito disdette e mancate prenotazioni tanto da considerare l’annata 2020 completamente persa”.

 

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