Coldiretti Toscana: “Caseifici, bene il confronto con la Regione”

I produttori chiedono la salvaguardia dei prodotti locali e del made in Italy

Plauso di Coldiretti Toscana all’assessore regionale all’agricoltura per la convocazione della filiera lattiero – casearia in grave crisi di vendite e liquidità a causa dell’emergenza coronavirus, ma vanno fermati quanti speculano in questo momento di difficoltà importando latte o cagliate congelate dall’estero.

“La Regione Toscana può riportare in trasparenza la filiera lattierocasearia richiedendo al Ministero della Salute i nomi di chi importa latte e i quantitativi di latte o di cagliate stagionate che attraversa le frontiere per essere trasformato in formaggi freschi e stagionati toscani, ai danni degli allevatori del territorio”, è quanto chiede il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi, al presidente della Regione Toscana affinché si faccia portavoce presso i ministeri delle politiche agricole, della salute e degli affari internazionali contro le speculazioni di quanti stanno sfruttando il momento di criticità causato dall’emergenza Coronavirus.

“Chiediamo di rendere pubblici gli elenchi dei caseifici che importano latte e cagliate dall’estero e vogliono abbassare le quotazioni di latte toscano, perché occorre evitare che i comportamenti scorretti di pochi caseifici compromettano il lavoro della maggioranza degli operatori della filiera ai quali va il plauso della Coldiretti. Chi approfitta della situazione di emergenza venga escluso dai fondi previsti per sostenere il comparto agroalimentare come gli aiuti agli indigenti ”, aggiunge il presidente Filippi.

Al contempo Coldiretti Toscana rinnova l’appello ai supermercati affinché  sia privilegiato negli approvvigionamenti delle industrie e della distribuzione commerciale il made in Italy, preferendo i formaggi freschi e stagionati fatti con il latte toscano al posto di quelli ottenuti da cagliate straniere.

“Le nostre aziende lavorano prioritariamente con la grande distribuzione, i grossisti e con la ristorazione e hanno registrato già il dimezzamento degli ordini, anche per il periodo di Pasqua, tanto da doversi attrezzare con celle di congelamento del latte affinché non vada perduto. Auspichiamo un dialogo costruttivo con i trasformatori e con la distribuzione commerciale, sotto la cabina di regia della Regione Toscana, per superare questa fase di criticità”, aggiunge Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Toscana.

“C’è purtroppo chi cerca di sfruttare il proprio potere contrattuale – sostiene Coldiretti – per pagare prezzi stracciati alimenti deperibili come il latte, la cui produzione non può essere fermata nelle stalle”.

Per questo la Coldiretti ha già informato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed il ministro delle politiche agricole Teresa Bellanova ed allertato tutte la rete organizzativa a livello nazionale, con uffici provinciali e locali, per monitorare gli attacchi contro le stalle attivando una casella di posta sos.speculatoricoranavirus@coldiretti.it per raccogliere informazioni e segnalazioni sulla base delle quali agire a livello giudiziario se non verranno fornite adeguate motivazioni.

Con i cittadini in fila proprio per acquistare gli alimenti base della dieta, il pretesto della chiusura di bar e ristoranti per disdire al ribasso unilateralmente i contratti è inaccettabile in un momento in cui il Paese – sottolinea la Coldiretti – ha bisogno del latte italiano. Un ricatto per lucrare sulle difficoltà proprio nel momento in cui – precisa la Coldiretti – si moltiplicano le adesioni alla mobilitazione #MangioItaliano” per invitare alla responsabilità e a sostenere la produzione nazionale privilegiando negli approvvigionamenti delle industrie e della distribuzione commerciale il Made in Italy, preferendo le mozzarelle con il latte italiano al posto di quelle ottenute da cagliate straniere. Occorre evitare che i comportamenti scorretti di pochi compromettono il lavoro della maggiorana degli operatori della filiera ai quali va il plauso della Coldiretti.

Intanto, Coldiretti ha consigliato agli allevatori di aumentare la quota di foraggi nelle razioni, rimodulare la somministrazione di concentrati nelle vacche a medio-avanzato stadio di lattazione, anticipare (di non più di 10 giorni) l’asciutta delle vacche a fine lattazione, ridurre il numero delle mungiture delle vacche a fine lattazione, e nel caso di robot, limitare a 2 le mungiture della mandria, anticipare l’uscita degli animali già destinati alla riforma, sostituire il latte in polvere destinato all’alimentazione dei vitelli con latte munto.

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