Il grido d’allarme dell’allevatore: “Per noi tre settimane di stop sono una tragedia” foto

Stefano Baisi conduce l'azienda di famiglia e si è rinventato: "Ma è dura: agli animali non puoi dire di fermarsi"

Una lunga tradizione di famiglia che parte dai nonni, originari di Vagli di Sotto e un tempo lontano, la ricostruzione avvenuta nel dopo guerra, nasce così l’azienda agricola di Stefano Baisi. Piano piano con calma in degli anni in cui il tempo veniva vissuto più lentamente, prima pastori e poi negli anni ’70 la nascita della stalla e un’altra attività da affiancare, l’allevamento di mucche da latte e vitelli da ingrasso.

L’attività di famiglia prosegue negli anni e viene rilevata dal nipote Stefano Baisi nel 2000:

Al quel tempo rilevai l’azienda dei miei nonni, decisi di lasciare l’allevamento di vitelli da ingrasso e puntare sul il latte vaccino – spiega Stefano Baisi proprietario dell’azienda – prima come socio con la San Ginese, poi ho messo su un distributore del latte a Lammari e poi un altro distributore a Monte San Quirico. La quantità di latte prodotto era comunque maggiore della richiesta e ho iniziato a fare il formaggio, visto che le cose andavano bene ho stabilizzato l’attività puntando su questi prodotti. Ho chiuso i distributori e mi sono concentrato sui mercati contadini e sulle feste della domenica.

L’azienda prosegue la sua storia fino ad oggi con l’arrivo del coronavirus:

“Con la chiusura dei mercati e i divieti di assembramento abbiamo vissuto dei momenti difficili, anche se durati complessivamente poche settimane. Ho una quarantina di mucche da latte, devono essere munte, la mia non è un’attività paragonabile a quella di un ristorante in cui abbassi le saracinesche e puoi chiudere, le mucche producono latte anche se non sai cosa farne. Tre settimane fermi possono essere una tragedia, non posso dire agli animali fermatevi, non mangiate, non producete il latte, ripartiamo quando riaprono i mercati. Non c’è virus che tenga, non ci sono feste non c’è né Pasqua né Natale”.

Un lavoro duro, mai una pausa, ma Stefano Baisi è un esperto del settore, conosce bene il suo mercato dopo molti anni e anche in un momento di crisi è riuscito a mettersi in gioco e far riprendere l’attività. Ha ricevuto l’aiuto di parenti e che hanno pubblicizzato l’azienda su una pagina Facebook (azienda agricola di Stefano Baisi)per cercare clienti interessati alla consegna di formaggio a domicilio. Grazie al passa parola l’attività sta piano piano decollando:

“I primi giorni la richiesta di latte è collassata – racconta Stefano – con l’arrivo del virus, poi piano piano le consegne a domicilio hanno preso il via e giorno per giorno sono aumentate. Dopo tre settimane sono ripartiti i mercati, come quello del Foro Boario, a queste attività ho affiancato la consegna dei prodotti anche a qualche negozio della zona. L’attività sta riprendendo piano piano ed è come uscire da un grosso incubo”.

Cambia il modo di lavorare un po’ per tutti, la pubblicità online fa il suo dovere, il web diventa uno strumento importante anche per quelle attività che prima riuscivano a procacciare clienti in modo diverso.

Ho dovuto trovare un altro modo per procacciare clienti – precisa Stefano – grazie a Facebook ho ritrovato le persone che già avevo fidelizzato durante i mercati, a questi se ne sono aggiunti di nuovi, per le consegne a domicilio. La riapertura dei mercati in questi ultimi giorni ha aiutato, ma in quel campo si lavora di meno, le persone preferiscono che il prodotto sia portato direttamente a casa per la paura di uscire. Adesso per le consegne, che faccio personalmente, arrivo fino a Borgo a Mozzano, dalla parte opposta fino ad Altopascio, Lucca, Vorno, Verciano San Macario. Faccio anche alcuni negozi in Versilia, solo negozi per adesso”.

Richiedere i permessi per lo spostamento è stato semplice:

“Tramite l’associazione Coldiretti, abbiamo mandato con posta certificata la richiesta nei vari comuni dove si diceva che io facevo consegne a domicilio. A quel punto ottenute le autorizzazioni il lavoro è iniziato immediatamente per fortuna. Siamo stati agevolati anche dal fatto che il nostro prodotto si deteriora, il latte deve essere venduto o buttato. C’ è voluto tempo prima che i clienti tornassero, il primo giorno ho fatto cinque consegne il secondo otto, poi quindici e così via”.

Pubblicità online e il passa parola sono le nuove vetrine pubblicitarie che oggi permettono a molte aziende di restare a galla e superare questo momento difficile. Sempre più prodotti locali vengono portati direttamente a casa, occorre sostenere queste persone con il massimo aiuto possibile acquistando i loro prodotti sul web o contattandoli direttamente ai numeri di telefono che si possono trovare nella loro pagina Facebook come l’azienda agricola di Stefano Baisi.

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