Federazione agenti immobiliari: “Dopo l’emergenza il nostro lavoro non muterà”

Il presidente Lombardi: "Con l'isolamento le persone hanno capito l'importanza della casa, torneremo in contatto con i nostri clienti"

Come cambierà il mondo immobiliare dopo il Covid-19? Quale sarà l’impatto su compravendite e affitti? E il futuro stesso dell’abitazione?

A fare una panoramica su uno dei settori più importanti e strategici per le realtà di Lucca e Pisa è Alessandro Lombardi, presidente del collegio interprovinciale Fiaip, la Federazione italiana agenti immobiliari professionali.

“La casa – spiega Lombardi – in questo periodo rappresenta veramente un luogo sicuro per tutti noi, una sicurezza che ci sta mostrando l’importanza e l’utilità di alcuni spazi. Indubbiamente, questo periodo ha fatto sì che le persone capissero che cosa fosse realmente importante e cosa fosse futile e questo – continua – è successo anche per la casa”.

“Ritengo che ormai gli spazi esterni come giardini, balconi, e terrazze siano diventati essenziali, ma anche locali accessori quali vani extra, potrebbero risultare interessanti per molte persone – spiega Lombardi – Il comfort abitativo e l’efficienza energetica sono sempre più importanti. Quanto all’accesso al credito, questo è il momento giusto per verificare mutui e fare surroghe? Il periodo attuale continuerà a far sì che i tassi dei mutui saranno ancora favorevoli e questo consentirà a molte persone di accedervi. Considerando che i tassi erano
comunque già ottimi prima del periodo Covid non vedo grosse differenze da questo punto di vista”.

“Personalmente – commneta il presidente – non penso che il nostro lavoro cambi di molto, perchè non penso che una persona spenda 100, 200 o 500mila euro sulla base di un virtual tour, quindi va benissimo fare i virtual tour e belle foto per un miglior impatto iniziale, ma il sopralluogo fisico rimane fondamentale per la decisione finale. Il lavoro dell’agente immobiliare rimane sempre un lavoro che ha bisogno della persona, non è minimamente sostituibile da una macchina, un video o altro. Spesso le persone, quando si rivolgono a noi, ci ritengono alla pari di un confidente”.

“E’ ovvio – conclude – che nel periodo post coronavirus ci troveremo ad ascoltare le varie vicissitudini vissute da ognuno di loro, ma questo fa parte del nostro lavoro. In fondo da sempre assolviamo a questo compito ed è anche questo il bello del nostro lavoro, il contatto con le persone”.

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