Mercato immobiliare, dopo il lockdown cambiano le preferenze dei clienti: “Meglio prima periferia e con giardino”

Il settore stenta a ripartire, fra incertezze e norme di sicurezza. Visite solo alle case senza inquilini. Fermi gli affitti dall'estero

Tra i settori che dal 4 maggio ha potuto riprendere l’attività c’è anche quello immobiliare. Un mercato vivace su Lucca, che tuttavia, con la fine del lockdown, si trova a fronteggiare mille difficoltà.

Infatti, le porte delle agenzie si riaprono ma con le precauzioni previste dall’emergenza: sanificazione dei locali, pulizie ripetute durante la giornata, mascherine e guanti, distanziamento di almeno un metro e mezzo, gel disinfettante. Misure affiancate da visite on line per limitare i contatti e gli spostamenti, seguite da quella vera e propria all’immobile interessato: “Ma solo se non abitato – spiega Alessandro Paolieri di Indoor Immobiliare, agenzia lucchese – Per ora, non ci è permesso portare i clienti all’interno di case in vendita o in affitto, se con inquilini. Queste le disposizioni: tuttavia c’è stata poca chiarezza da parte delle istituzioni su come dobbiamo muoverci noi agenti immobiliari. Non abbiamo delle istruzioni chiare, tanto che ancora non si è capito se si può scrivere ‘visita a un immobile’ sull’autocertificazione”.

Una questione fondamentale per l’attività delle agenzie, che alimenta una preoccupazione di fondo per il futuro. Infatti, dall’inizio di marzo, sulle loro saracinesche abbassate hanno continuato a gravare le spese di gestione degli spazi: affitti, bollette, mutui. “Alcune di queste spese sono solo state bloccate, e adesso ce le ritroviamo. Invece, della cassa integrazione per i nostri dipendenti ancora nessuna notizia – racconta Paolieri – Inoltre, il bonus di 600 euro previsto dal decreto Cura Italia è un buon aiuto: ma non sufficiente per assicurare a tutti noi la sopravvivenza. Solamente chi prima del lockdown è riuscito a mettere qualcosa da parte, ora può sperare di farcela puntando sui propri risparmi. Per gli altri, la situazione è dura”.

Infatti, nonostante l’inevitabile ribasso dei prezzi sia sugli affitti sia sulle vendite, sono pochi a contattare le agenzie: “Non si possono fare previsioni per il futuro del mercato immobiliare – spiega Riccardo Bozzoli, dell’immobiliare Il Baluardo – Ma una certezza c’è: sono cambiate le preferenze delle persone. Si cercano soprattutto case fuori dal centro, in prima periferia. Possibilmente con giardino, o comunque un piccolo spazio all’aperto vivibile in situazioni di lockdown. Tutti noi ci auguriamo di non tornare a serrarci in casa, però non lo si può escludere. Pertanto, immobili senza balconi, o con poche finestre e in situazioni come quelle del centro, non attirano coppie e famiglie, comprensibilmente. Un trend prevedibile”,

Parallelamente, sul settore si ripercuote l’assenza di turismo. Da sempre Lucca attira visitatori da ogni parte del mondo: sarà per i molteplici eventi che durante l’anno la animano, sarà per le bellezze racchiuse nella sua cinta muraria, o per la sua vicinanza con Pisa e Firenze. Motivazioni ad oggi insufficienti per incentivare la mobilità dall’Italia e dall’estero, appesa ad un’unica speranza: l’abbassamento dell’R0, ovvero la percentuale di contagio. Dato che influenza inevitabilmente il mercato immobiliare: “Le richieste di prenotazioni dall’estero sono praticamente pari allo zero – è il commento degli immobiliaristi – Solo qualche segno di vita dalla Germania. Non che ci aspettassimo diversamente: possiamo solo sperare nella riattivazione degli eventi estivi, anche se in modalità diverse dal passato. Infatti, con la ripresa del settore terziario, anche i turisti ricominceranno a cercare case per i loro soggiorni a Lucca. In quest’ottica, sarebbero auspicabili da parte delle amministrazioni provvedimenti per incentivare il movimento verso il centro: parcheggi gratis o a basso prezzo, per esempio. Sono piccole cose, su cui però dovremmo investire per ripartire”.

Foto dal sito dell’immobiliare Il Baluardo

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