Braccini (Fiom): “Chi applica leggi e contratti in materia di sicurezza non deve temere”

Monito del segretario regionale

“I datori di lavoro che applicano le leggi ed i contratti in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro non hanno nulla da temere”. Lo dice il segretario regionale della Fiom Cgil Massimo Braccini.

“L’individuazione dei soggetti penalmente responsabili – afferma – è previsto dal testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, decreto legislativo 81 del 9 aprile 2008. In particolare l’articolo 28 che disciplina la valutazione dei rischi, al comma 2 lettera d specifica che l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri. Uno dei compiti fondamentali del datore di lavoro è quindi quello di redigere il documento di valutazione dei rischi nei minimi dettagli e non deve essere un adempimento burocratico”.

“Il datore di lavoro – prosegue Braccini – ha una posizione di garanzia, l’omessa valutazione di uno specifico pericolo a cui i lavoratori possono essere sottoposti, o la mancata indicazione di misure di prevenzione, o l’aver fatto male la valutazione dei rischi è da ritenersi una condotta che va ritenuta causa dell’infortunio. Di lavoro però si continua a morire e nei luoghi di lavoro spesso ci si ammala a causa di tante lavorazioni nocive. Adesso siamo di fronte ad un virus pericoloso che richiede la massima applicazione delle leggi e dei protocolli specifici, ma il mondo produttivo non può limitarsi a competere solo sui costi, deve fare ricerca e innovazione, investire in prevenzione e prendere un’altra direzione visto che questa crisi ha già cambiato e cambierà gli scenari complessivi”.

“Il diritto al lavoro deve accompagnarsi al diritto alla salute e all’integrità fisica. Bisogna fermarci a riflettere sulle condizioni di lavoro che viviamo, avendo ben chiaro che il lavoro, come attività fondamentale per l’uomo, non può e non deve essere causa di morte, di infortuni, di malattie – va avanti -. Oggi più che mai deve essere rivista l’organizzazione del lavoro, degli orari di lavoro, è necessaria un’adeguata formazione, informazione e l’addestramento dei lavoratori. evono essere riconosciute pause per le mascherine e riduzione degli orari. Non evitare che accada ciò che si ha la possibilità nonché il dovere di evitare, significa avere delle precise responsabilità e vanno assolutamente individuate. Saremo più che mai vigili in ogni luogo di lavoro e ci batteremo per contrastare questa condizione di arretramento delle condizioni di lavoro in modo da restituire ai lavoratori tutto il valore e la dignità che meritano”.

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