Prestiti con la cessione del quinto, aumenta la richiesta tra i dipendenti privati

Più informazioni su

In un’epoca come quella attuale, in cui ottenere un prestito risulta spesso molto difficile, scegliere di richiedere la cessione del quinto può rappresentare la soluzione al problema. Se si ha un lavoro dipendente o si è titolari di pensione, far fronte a una spesa improvvisa come la ristrutturazione di una casa o l’acquisto di un’auto nuova può diventare piuttosto semplice. Si tratta di richiedere l’erogazione di una determinata somma che si restituirà automaticamente all’istituto di credito direttamente attraverso la busta paga, per un importo mensile non superiore a un quinto dello stipendio o della pensione.

Come spiega molto bene questo articolo di Chescelta, per i dipendenti privati viene vincolato, al fine di avere maggiori garanzie, il TFR o parte di esso: in tal modo, se il rapporto di lavoro dovesse interrompersi prematuramente, la liquidazione rappresenterà la copertura che estinguerà il debito residuo. Un’altra forma di garanzia spesso richiesta dalle banche e dagli istituti di credito è la sottoscrizione di una polizza assicurativa che copre il rischio vita e impiego: si tratta di una richiesta frequente soprattutto ai neoassunti che ancora non hanno maturato TFR.

In generale, la cessione del quinto ha una durata massima di 10 anni, quindi la cifra da richiedere dovrà essere bilanciata correttamente con lo stipendio mensile, tenendo conto di questa tempistica limite. Sarà compito della finanziaria stabilire con il proprio cliente la formula più adatta alle esigenze di entrambi, verificando anche la solidità dell’azienda: questo passaggio è quasi obbligato, quando il dipendente non è statale o di ente pubblico.

Viene calcolato un vero e proprio coefficiente di rischio, valutando il numero di dipendenti totali, l’anzianità del lavoratore e molti altri parametri quale, ad esempio, l’età pensionabile più o meno vicina. In quest’ultimo caso la restituzione dovrà avvenire entro la data di pensionamento oppure si può suggerire, laddove sia possibile, di attendere che l’INPS rilasci il certificato di pensione e intervenga nella cessione del quinto al posto del datore di lavoro.

Occorre anche fare una distinzione tra i dipendenti a tempo determinato e indeterminato: per questi ultimi, i limiti di tempo sono semplicemente quelli previsti dalla modalità stessa, mentre per i primi la scadenza del prestito coinciderà inesorabilmente con quella del contratto. Il trattamento sarà diverso anche nel caso il dipendente abbia un’occupazione part-time: se è distribuita equamente durante l’intero arco dell’anno, le garanzie richieste saranno minori e si calcolerà sempre una cifra mensile rapportata alle entrate, mentre se le giornate lavorative sono limitate nei mesi, il richiedente potrebbe dover fornire garanzie aggiuntive.

Appena viene restituita una somma pari a circa il 40% dell’intero prestito, è possibile chiedere una nuova cessione del quinto che vada a coprire il debito residuo e garantisca una liquidità ulteriore. Laddove sia necessario un prestito più consistente, inoltre, il dipendente privato, in accordo con il datore di lavoro, può chiedere persino la cessione del doppio quinto, ma l’importo totale del rimborso mensile non dovrà superare la metà del valore della busta paga.

Il motivo principale per cui la cessione del quinto è la formula preferita dai dipendenti privati, è che è molto semplice richiederla e fornire le garanzie previste. Ciò, anche se si è protestati o cattivi pagatori e non si riesce quindi ad accedere ad altre forme di credito. Inoltre, i tassi d’interesse sono sempre piuttosto bassi e le uniche spese accessorie riguardano la sottoscrizione di eventuali coperture assicurative. L’ottenimento, poi, avviene nel giro di pochi giorni presentando semplicemente i documenti d’identità e quelli relativi al proprio stipendio o pensione.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.