Perini Navi, Braccini (Fiom Cgil): “Necessario un tavolo regionale”

Saltato l'incontro di oggi: ulteriore arretramento nella vertenza sul futuro dell'azienda

Saltato l’incontro che era previsto oggi (6 ottobre) tra l’azienda Perini Navi e le organizzazioni sindacali riguardo la presentazione del piano industriale. Ad esprimere preoccupazione e a chiedere che venga aperto un tavolo regionale è la Fiom Cgil.

Il rischio concreto per quanto riguarda Perini Navi è che la Due Diligence in corso con il fondo Blue Skye non porti da nessuna parte – dice Massimo Braccini, segretario generale Fiom Cgil –  sia perché potrebbero non riuscire a rispettare i tempi previsti dal tribunale di Lucca (4 novembre) per la presentazione del piano di ristrutturazione del debito, sia perché il piano industriale potrebbe essere irricevibile e trovare una ferma opposizione sindacale”.

Perini Navi è una eccellenza italiana nel mondo – prosegue – e deve trovare una soluzione industriale che sia fondata. Se l’azienda tentasse operazioni di cessioni di porzioni di azienda, o di altra natura, che non hanno niente a che vedere con una tenuta industriale di prospettiva e si potrebbero attestare solo come operazioni finanziarie privatistiche, abbiamo il dovere di impedirglielo”.

Il cantiere è fermo da mesi e rischia, nel migliore dei casi, ulteriori periodi di blocco produttivo – dichiara Braccini -. Si è già venuto a creare un grave problema occupazionale che non riguarda solo i dipendenti del cantiere, ma anche i centinaia di lavoratori delle molte ditte in appalto. Continuiamo a registrare fondati interessi imprenditoriali riguardo l’acquisizione complessiva dell’azienda, ma la Perini continuerà ad avere una prospettiva industriale ed un interesse se si tiene assieme il cantiere di Viareggio e quello di La Spezia”.

Per questi motivi, si rende più che mai necessario che venga aperto un tavolo regionale –  conclude il segretario Braccini – coinvolgendo le Istituzioni a tutti i livelli ed in particolare modo le Autorità Portuali di Viareggio e di La Spezia, al fine di vincolare le concessioni demaniali rispetto a piani industriali concreti che guardino al progresso futuro e anche all’ interesse della collettività, ben sapendo che le concessioni vanno subordinate a criteri di sostenibilità sociale. In un mondo che cambia ci vuole anche da parte istituzionale più coraggio rispetto al bene pubblico, in modo da non permettere a nessuno di poter fare speculazioni”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.