Tpl, At risponde a Mobit: “Lettura distorta dell’ordinanza del Consiglio di Stato”

Il presidente Lombardi: "La sentenza del Tar che ci dà ragione sull'aggiudicazione non è stata sospesa né annullata"

“Mobit presenta una lettura distorta e di parte dell’ordinanza del Consiglio di Stato emessa ieri. In realtà – afferma Bruno Lombardi, presidente di At – Il collegio di esperti, nominato ieri e composto da tre docenti universitari, è chiamato a valutare correttezza e coerenza non solo del Pef di Autolinee Toscane ma di ambedue i Pef, compreso quello di Mobit”.

Lo stabilisce la stessa ordinanza, a pagina 9, quando precisa che “la verificazione dovrà inoltre estendersi all’esame del Pef presentato da Mobit, allo scopo di valutarne i requisiti di bancabilità, congruità e sostenibilità finanziaria”.

La nuova udienza fissata per l’11 marzo, per At, è una conseguenza tecnica, necessaria per consentire al collegio di esperti, cui sono stati concessi 90 giorni di tempo, di completare l’istruttoria. E non costituisce affatto, come invece afferma Mobit, un “riconoscimento alla fondatezza dei dubbi sostenuti da noi sostenuti”, né tantomeno “una sconfessione di quanto stabilito dalla sentenza del Tar”.

“Sentenza, quella del Tar, che resta efficace ed esecutiva – dice At – è bene ricordare che sulla sentenza del Tar il Consiglio di Stato si è pronunciato lo scorso 15 giugno respingendo la richiesta di sospensiva presentata da Mobit. Per cui l’aggiudicazione ad Autolinee Toscane resta in vigore e la verifica sui Pef non mette in discussione l’obbligo di proseguire l’attività prevista dal contratto di concessione. L’ordinanza del Consiglio di Stato del 20 ottobre si limita a disporre un supplemento di istruttoria, senza nulla aggiungere o togliere, né tantomeno sconfessare, rispetto alle valutazioni già espresse in giugno”.

“La legislazione italiana – conclude Lombardi – prevede che le sentenze dei Tar debbano obbligatoriamente essere eseguite fino a quando non vengano sospese o annullate, il che sinora non è avvenuto. Anzi è previsto un danno erariale a carico di chi ritarda questo adempimento”.

 

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