Conflavoro: “Stop a Imu e Tari o si rischia morte per l’economia lucchese”

Le richieste avanzate dal presidente commercio e turismo di Lucca all'amministrazione comunale

Credito d’imposta al 100 per cento per quei conduttori che da marzo ad oggi, nonostante la crisi, sono stati in grado di saldare i canoni dovuti. Sgravio totale dell’Imu e credito d’imposta in egual misura per quei proprietari che accordino, invece uno stralcio dei canoni o una loro riduzione agli imprenditori in difficoltà. Istituzione di Fondi regionali a sostegno sia degli imprenditori sia dei proprietari di immobili. Sono queste tre delle richieste inviate da Conflavoro al Governo, a Stefano Bonaccini in rappresentanza delle Regioni e ad Antonio Decaro per Anci, al fine di contenere gli effetti di una crisi senza precedenti che rischia di diventare un cimitero dell’economia locale.

“Chiediamo all’amministrazione Tambellini di attivarsi per quanto di sua competenza – afferma Martino Spera, presidente Commercio e Turismo di Conflavoro Lucca – perché la sopravvivenza dell’intero sistema economico deve essere il frutto di un’azione sviluppata a più livelli istituzionali. In questo quadro drammatico confidiamo che l’amministrazione comunale preveda l’azzeramento di ogni onere tributario o impositivo a carico di chi gestisce un’attività che ha visto ridotto il proprio esercizio a causa di disposizioni o provvedimenti dell’autorità. Ci riferiamo in particolar modo a pub e discoteche, che dalle nuove restrizioni sono ulteriormente danneggiati. Parallelamente, tra le nostre richieste vi è l’annullamento o la riduzione dell’Imu dovuta sul bene a salvaguardia della posizione dei proprietari, chiaramente per la parte di spettanza comunale”,

“O in alternativa – prosegue il dirigente Conflavoro Lucca – ci aspettiamo non siano richieste le concessioni dovute su spazi commerciali che non hanno potuto operare o lo hanno fatto in maniera ridotta. Ancor di più è necessario azzerare l’onere della Tari, poiché basata su una presunzione di rifiuto conferito che, proprio in ragione della chiusura totale o parziale delle attività, è annullato o grandemente diminuito nel suo ammontare”.

“La nostra associazione vuole dare un contributo a questa delicatissima fase delle imprese lucchesi proponendo una serie di riflessioni che riteniamo fondamentali per dare sostegno e, soprattutto, una prospettiva futura all’intero comparto. Lo scopo è quello di sensibilizzare le istituzioni per un intervento in materia di locazioni commerciali, professionali e, in generale, legate alle attività produttive. In questa ottica il Comune potrebbe attingere alle risorse che erano a disposizione come contributo per il pagamento dei canoni di locazione per affitti d’impresa e che non sono state utilizzate. Tutelare gli imprenditori – conclude Martino Spera – vuol dire tutelare i lavoratori e, in definitiva, l’intero tessuto economico lucchese”.

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