Covid-19 e nuove abitudini quotidiane: pranzo da casa e scaldavivande elettrico

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La nostra società sta attraversando il periodo più complesso della sua storia recente. La pandemia di Covid-19 è stata spesso paragonata a una guerra. E se la similitudine a molti è parsa impropria, anche per l’invisibilità del virus, di certo è calzante se si pensa al modo in cui ha modificato radicalmente le abitudini di vita degli uomini e delle donne di oggi. Sì, perché oltre ai numeri dei casi in aumento, che crescono in modo esponenziale e continueranno a crescere almeno fino a che una percentuale significativa di popolazione non avrà sviluppato immunità, c’è l’altra faccia di questa medaglia: i provvedimenti che ogni governo mette in atto per contrastare il dilagarsi dell’emergenza epidemiologica e la congestione degli ospedali.

Nel nostro paese, l’Italia, i locali che somministrano cibi e bevande dallo scorso lunedì (26 ottobre) hanno dovuto abbassare la saracinesca alle 18. E già molti esercenti si sono detti scoraggiati dal provvedimento, al punto da rinunciare a lottare perché troppo costoso rimanere aperti solo per servire il pranzo.

Già, perché moltissimi lavoratori, in tempi di Covid-19, stanno preferendo la prudenza e preferiscono portarsi dietro il pasto da casa. Per i più disorganizzati questa era un’abitudine impensabile da prendere solo a inizio gennaio. E invece – complice anche una diffusa crisi economica che sta diventando sempre più grave e mordace – si stima che ad oggi solo il 20 per cento dei professionisti e degli impiegati che passano fuori casa tutto il giorno abbiano continuato a recarsi in bar o ristoranti per la pausa pranzo.

Certo, una percentuale falsata anche dal fatto che buona parte dei lavoratori sono in smart working. Tuttavia sono sempre di più le persone che hanno scelto di ricorrere a scaldvivande elettrici portatili per mangiare sano fuori casa con la stessa piacevolezza dei piatti appena pronti. E il mercato più lungimirante ha assecondato questa nuova tendenza: si possono scegliere scaldavivande che si attaccano alla corrente oppure scaldavivande a batteria o, addirittura, alimentati tramite presa Usb.

Certo è che il primo, quello elettrico, risulta maggiormente performante e semplice da utilizzare, anche per i più negati: basta, infatti, solo inserire la spina e da solo il dispositivo inizia a scaldare il contenuto della vaschetta. Spesso è in plastica, ovviamente resistente alle temperature alte.
Gli scaldavivande a batteria funzionano pressoché allo stesso modo, con pile ricaricabili o usa e getta: questo facilita, in un certo senso, l’utilizzo. Non sempre, infatti, si hanno prese elettriche a disposizione.

Per i più stakanovisti, infine, ci sono gli scaldavivande da attaccare al proprio personal computer attraverso presa Usb: un modo semplicissimo per non staccare mai e pranzare tenendo il lavoro sempre sotto controllo. Solitamente gli scaldavivande sono piccoli e maneggevoli, facili da trasportare senza particolari ingombri. E in tempi di pandemia si stanno rivelando alleati di un più corretto stile di vita. Anche perché – purtroppo – i bar dove prima si era soliti trascorrere la pausa pranzo stanno chiudendo o non hanno spazi abbastanza grandi da consentire il distanziamento fisico tra i tavoli, potendo ospitare solo un terzo degli avventori di prima. Una situazione drammatica, con ripercussioni a grappolo su piccole e grandi abitudini quotidiane che sono ora rimedio, ora causa di un quadro generale complesso e delicato.

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