Fp Cgil: “Covid, ospedali al collasso: servono misure subito”

Appello alla Regione e alle Asl: "Non si può costringere il personale a turni massacranti"

“Siamo al limite della saturazione dei posti letto nelle terapie intensive, sia per il tasso di occupazione dei posti letto covid che su quelli dedicati all’attività ordinaria, occorre intervenire immediatamente”. Lo dichiara Bruno Pacini, segretario generale della Fp Cgil Toscana.

“Il livello di pressione sui pronto soccorso con i pazienti costretti a lunghe attese – sostiene – è già un segnale di sofferenza del sistema. La Regione con i due assessorati, sanità e sociale insieme alle aziende ospedaliere e universitarie devono rapidamente riprogettare il sistema di risposta all’impennarsi dei contagi. Ci aspettiamo atti chiari e trasparenti che non sollevino dubbi su cosa il sistema sanitario regionale può mettere in campo come risposta all’emergenza. Non c’è più tempo, ogni ora che passa senza dare un segnale visibile ai lavoratori, ai cittadini e alle loro rappresentanze crea un senso di sfiducia e malcontento che rischia di indebolire e persino inficiare ogni futura soluzione”.

“Ai lavoratori della sanità e di tutto il sistema socio sanitario e assistenziale è già stato chiesto il massimo – prosegue -, fin dai tempi in cui venivano chiamati eroi. La seconda ondata era attesa, non è pensabile che agli stessi lavoratori vengano richiesti turni massacranti, esposti costantemente al rischio contagio senza una sorveglianza sanitaria sistematica. Si contano già oltre 500 contagiati tra i sanitari, ma il numero é in costante aumento, di ora in ora. La carenza di personale, criticità storica in Toscana con l’ aumento dei casi covid e un sistema sanitario che deve rispondere su tutti i bisogni di salute dei cittadini oggi diventa insopportabile”.

“I servizi disposti a causa dell’emergenza sanitaria, come le Usca, il subentro del personale Asl in molte Rsa, il numero minimo obbligatorio di operatori da dedicare ad alcune attività (per il semplice prelievo di un tampone e l’esecuzione degli esami, ad esempio) determina un’ ulteriore penuria di personale, sempre lo stesso a fronteggiare servizi supplementari e sempre più complessi. Crediamo anche che sia i gestori del privato accreditato e convenzionato nel sistema socio sanitario pubblico sia gli operatori di sanità privata possano e debbano avere un ruolo diverso, che passa dalla valorizzazione della responsabilità sociale dell’impresa, un contributo che non si traduca nel vedere i propri costi coperti sempre e comunque dal finanziamento pubblico, ma che superi ad esempio, la vergognosa penalizzazione del mancato preavviso per quei loro dipendenti che si dimettono in quanto vincitori di concorso pubblico”.

“Ci aspettiamo – spiega il segretario – da subito un segnale da parte della Regione e degli assessorati competenti, un segnale forte e intellegibile come nella prima fase del lockdown sapendo che la situazione attuale è diversa, certamente non risolvibile con i sacrifici individuali dei lavoratori. La Toscana è una e deve procedere unita affrontando nel modo più responsabile e consapevole questa seconda ondata di contagi, non ci interessano le accuse senza progetto, non ci interessano i capri espiatori, né ci interessa la competizione fra settori, Aziende, lavoratori. Ci interessa procedere a una revisione rapida di questo modello, orientata a quell’efficienza che solo la chiarezza organizzativa di ruoli, percorsi e dotazioni organiche, può garantire, insieme all’efficacia delle azioni”.

 

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