Zona rossa, Confartigianato: “Parrucchieri e centri estetici in crisi, si riveda il decreto”

Il direttore Favilla: "Cittadini si vedono privati della possibilità di usufruire del loro operatore di fiducia che opera in un altro coImune"

“Uno stillicidio vivere giorno per giorno senza sapere se c’è un domani”. Così Roberto Favilla, direttore di Confartigianato Lucca, in merito all’emergenza Covid.

“Questo – spiega – è come stanno vivendo questo periodo tantissime imprese del settore del benessere della nostra Provincia. Nel caso dei centri estetici, con il passaggio in zona rossa, sono state costrette ad abbassare le saracinesche dei propri saloni qualcosa come oltre 300 imprese che danno lavoro a circa 700 addetti. Il settore dell’acconciatura (che conta oltre 600 imprese per un totale di circa 1800 addetti), pur potendo continuare a lavorare, risulta a sua volta molto penalizzato dal divieto imposto alla clientela di potersi spostare da un Comune all’altro”.

Alcune scelte del decreto dello scorso 3 novembre non ci hanno convinto fin dall’inizio – commenta Favilla – In particolare, il passaggio dalla zona gialla alla zona rossa in pochi giorni ha creato sconforto nelle imprese e confusione nei clienti. Reduci da un periodo di chiusura prolungata che ha costretto molte aziende ad abbassare per sempre la saracinesca, i centri estetici e i saloni di acconciatura di Confartigianato Imprese Lucca hanno riaccolto la propria clientela con la professionalità di sempre, offrendo quella sicurezza che durante il periodo del lockdown primaverile è stata messa a rischio dal dilagante fenomeno degli operatori abusivi“.

“I nostri imprenditori – prosegue Favilla – hanno investito tantissimo per garantire la massima sicurezza dei loro clienti e dei loro dipendenti, rispettando tutte le norme anti Covid previste dalle linee guida e dalle schede tecniche, adottando mascherine, facendo la sanificazione dei locali, mantenendo il distanziamento e sono stati tutti molto scrupolosi nell’applicare alla lettera tutte le procedure richieste, a dimostrazione di quanto questi servizi godano di un particolare rapporto fiduciario tra impresa e cliente, per cui penalizzarle sarebbe illogico”.

“Il divieto di spostamento al di fuori del Comune di residenza imposto nel momento in cui la Toscana è diventata zona arancione e la chiusura in toto dell’estetica con il passaggio in zona rossa non solo ha ulteriormente inasprito le evidenti difficoltà economiche per i nostri imprenditori ma sta creando anche un crescente disagio per i cittadini che si vedono privati della possibilità di usufruire del loro ‘operatore di fiducia’ o di compromettere radicalmente l’esito di trattamenti in corso che, spesso, non sono sfizi ma necessità”.

“Confartigianato nazionale – prosegue Roberto Favilla – ha posto, sulla questione, vari quesiti al ministero dello sviluppo economico senza aver avuto ancora alcuna risposta circa la possibilità di operare su una clientela che proviene da Comuni limitrofi; Confartigianato Lucca ha inviato alla prefettura una richiesta di attenzione verso i provvedimenti di apertura che altre Prefettura come quelle di Brescia, Sondrio e Cremona, che hanno fatto consentendo a chi vuol fruire di questo servizio di avvalersi del proprio parrucchiere anche se l’esercizio si trova in un Comune diverso da quello dove risiede il cliente”.

“Tutto questo – conclude – senza contare che sempre più dati ci indicano che il Covid sta pesantemente colpendo l’occupazione femminile. Ci chiediamo dunque se la scelta di chiudere o di limitare queste attività, che per più dell’80% impiegano proprio personale femminile, sia una scelta appropriata e lungimirante”.

 

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