Confesercenti: “Bando per i centri storici, si ampli l’area per i contributi”

L'associazione di categoria si rivolge al Comune

“In merito al bando fondo perduto per i centri storici nel quale rientra anche Lucca, abbiamo chiesto all’amministrazione comunale la possibilità di intervenire per l’estensione dell’area centro storico consentendo quindi ad un maggior numero di imprese di aderire al sostegno”. A parlare è il responsabile area lucchese di Confesercenti Toscana Nord Daniele Benvenuti, per spiegare la richiesta presentata a Palazzo Orsetti per un allargamento del perimetro entro il quale le imprese cittadine possono partecipare al bando. “L’articolo 59 del decreto legge 104/2020 ha previsto l’erogazione di un contributo a fondo perduto ai soggetti esercenti attività di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nei centri storici (zone A o equivalenti) dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana ad alta presenza di turisti stranieri – spiega Benvenuti -. La parola equivalenti permette, a nostro avviso, una possibilità di manovra da parte dell’amministrazione comunale per allargare la platea dei beneficiari. Sarebbe intanto sufficiente inserire tutti i viali di circonvallazione, che delimitano il perimetro del centro storico per il Comune di Lucca, all’interno del centro storico stesso. Visto che ad oggi il lato est del viale, quello che ospita in pratica le attività, rimane fuori. Con una ulteriore possibilità – conclude – di valutare con l’amministrazione comunale di inserire, utilizzando il termine equivalente, altre zone comunque a valenza turistica”.

“Estendere i confini del centro storico per consentire a un maggior numero di imprese di beneficiare degli aiuti per le città turistiche – tra queste anche Pisa – messe in ginocchio dal Covid. Aiuti stanziati dal governo centrale che, con un intervento dell’amministrazione comunale, potrebbero arrivare a un maggior numero di imprese. È la proposta avanzata al Comune da Cna, che i possibili benefici possano essere estesi anche alle attività del litorale e della zona aereoporto-stazione inserendo tra le tipologie di imprese anche quella degli Ncc con rimessa nel comune di Pisa.«A partire dal 18 novembre e fino al 14 gennaio – ricorda Cna – sarà possibile richiedere il contributo a fondo perduto per gli operatori del trasporto persone (taxi e Ncc) e soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte in zona A o equipollente – prosegue la nota -. Per i soggetti che svolgono autoservizi di trasporto pubblico non di linea l’ambito territoriale di esercizio dell’attività è riferito all’intero territorio dei comuni di cui al comma 1 dell’art. 59 del decreto. Spetta quindi a tutti i taxi del comune di Pisa e anche alle imprese Ncc con autorizzazioni del Comune di Pisa. Abbiamo inoltre chiesto se possono beneficiare del contributo anche le imprese Ncc che hanno una sede operativa, cioè una rimessa, in città”.

“Il contributo – continua l’associazione – spetta anche in assenza della predetta condizione ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1 luglio 2019″. L’associazione ha avanzato al Comune alcune richieste. Intanto di chiarire il confine della zona A. “Il Comune inoltre potrebbe in questa occasione individuare anche le zone equipollenti altrimenti escluse, a partire dal litorale ad esempio, ed anche la zona aeroporto-stazione, in modo da farci rientrare quante più attività possibili – continua l’associazione -. Se il Comune potrà chiarire la questione con interpretazioni estensive, con ogni evidenza si potrebbe allargare la platea dei beneficiari”.

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