Confartigianato chiede spostamenti liberi per servizi alla persona

Lettera anche alla prefettura di Firenze: "Si consenta di potersi recare in altri Comuni"

Oltre all’invio di una richiesta di chiarimenti alla prefettura di Lucca, in questi giorni Confartigianato Regionale ha inviato una lettera al Prefetto di Firenze in merito al divieto di spostamento tra comuni previsto per le cosiddette zone arancioni e rosse dal dpcm del 3 novembre 2020. Confartigianato ha ritenuto opportuno precisare che “i servizi alla persona e quelli alla comunità sono caratterizzati da uno specifico vincolo fiduciario e non sono prestazioni in alcun modo pienamente sostituibili da un esercizio all’altro: facciamo riferimento nello specifico alle attività di parrucchieri, lavanderie, autofficine, carrozzerie e gommisti; tali attività applicano rigidi protocolli di sicurezza e hanno altresì dimostrato nei mesi seguiti alla loro riapertura di rispettare pienamente le procedure. In particolare l’obbligo di accogliere esclusivamente clienti dietro appuntamento elimina ogni possibile occasione di assembramento e risponde in modo funzionale alle operazioni di tracciamento”.

“La natura di questi servizi – si spiega -, ai quali si ricorre per motivi di necessità legati alla cura delle persone e alla manutenzione di oggetti e strumenti di uso quotidiano, unitamente all’applicazione dei protocolli anti contagio, esclude il generarsi di situazioni di assembramento e assicura piena garanzia di tracciamento in caso di contagio. Per questi motivi, l’accesso a tali servizi, anche se posti al di fuori del proprio comune, non sembra essere in contrasto con la ratio che ispira tutte le misure previste dal dpcm del 3 novembre, né mette in discussione la necessità di operare con prudenza e massima precauzione, ponendo in essere ogni azione possibile per la mitigazione dei contagi. Confartigianato ritiene opportuna dunque sotto tutti i profili l’interpretazione già accolta in altri territori di permettere ai cittadini di usufruire di servizi alla persona e più in generale di servizi e attività artigianali contraddistinti dall’instaurarsi di un rapporto fiduciario come sopra rappresentato. Senza considerare che queste attività non hanno accesso a forme di indennizzo essendo al di fuori della platea dei beneficiari di cui ai decreti ristori e ristori bis. Confartigianato Imprese Lucca, pertanto, ha fiducia nell’accoglimento da parte di tutti i Prefetti della Toscana di quanto sopra evidenziato e confida in un riscontro scritto che possa fungere da riferimento su tutto il territorio regionale”

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