Lucart di Diecimo, sesto fine settimana di scioperi dei lavoratori

I sindacati: "La lotta dei lavoratori continua e non si fermerà"

Altro fine settimana di scioperi, il sesto, allo stabilimento Lucart di Diecimo, per il rinnovo del contratto integrativo.

Lucart di Diecimo, va avanti la mobilitazione dei lavoratori

“Ancora una volta – spiegano in una nota la Rsu della Lucart di Diecimo, Slc Cgil di Lucca, Fistel Cisl Toscana e Ugl Chimici Lucca – l’adesione dei lavoratori ha portato ai fermi produttivi del converting il venerdì e il sabato a quello della cartiera. Arriva ancora una volta, la risposta dei lavoratori al comportamento di Lucart, che ricordiamo, è l’unica azienda del settore cartario lucchese, che cerca di impedire il rinnovo del contratto aziendale con un adeguato riconoscimento economico per i suoi dipendenti e ha costretto le organizzazioni sindacali, ad aprire una vertenza che con l’andare del tempo sta diventando sempre più dura. Infatti con le altre aziende del distretto, il confronto per i rinnovi dei contratti aziendali si è svolto nel rispetto delle ormai consolidato modello di buone relazioni sindacali, che ha consentito di chiudere buoni accordi e sta consentendo un normale confronto sui tavoli di trattativa ancora aperti”.

“Ricordiamo anche che Lucart – proseguono – è l’unica azienda del distretto cartario ha fatto ricorso alla Cig–Covid. Fatto che continua a lasciarci perplessi e che ha avuto come conseguenza una forte ricaduta economica sui salari dei lavoratori. E anche in questo caso, è inaccettabile, l’indifferenza di Lucart, nel dare una risposta positiva alle richieste sindacali di integrazione di tale perdita. Constatiamo, con rammarico, che in un anno stravolto dagli effetti della pandemia da Covid19, mentre tutte le aziende hanno tenuto conto del comportamento responsabile dei lavoratori che hanno sempre garantito la continuità produttiva, Lucart si voglia distinguere, dandosi l’obbiettivo di ridurre i salari dei propri lavoratori, posizionandosi su valori economici complessivi nettamente inferiori a quelli riconosciuti dalle altre aziende del distretto.

“Lucart – concludono –, invece di atteggiarsi ipocritamente all’azienda che tiene ai suoi lavoratori, che li ascolta e che è attenta ai loro bisogni farebbe meglio a provare un po’ di vergogna per il suo comportamento. Dovrebbe farla finita di arroccarsi su posizioni che la isolano dal contesto industriale nel quale opera e rendersi disponibile ad una vera riapertura del tavolo di confronto e non ripetere la farsa della quale si è resa protagonista nell’ultimo incontro presso Confindustria. Intanto, la lotta dei lavoratori continua e non si fermerà fino a quando una vera riapertura della trattativa non consentirà di arrivare al riconoscimento del loro diritto ad avere un giusto e onesto adeguamento salariale“.

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