Economia circolare, Assocarta presenta il rapporto ambientale 2020

L'intervento di Massimo Medugno oggi (27 novembre) all'ecoforum della Regione Toscana

“Nel più grande distretto cartario d’Europa si realizza oltre il 27 per cento della produzione di carta e cartone nazionale, con l’utilizzo del 29 per cento della carta da riciclare raccolta nel Paese”. Così Massimo Medugno, Dg Assocarta, è intervenuto oggi (27 novembre) all’ecoforum sull’economia circolare della Regione Toscana organizzato da Legambiente all’Officina giovani di Prato.

“L’impegno ambientale e circolare del settore cartario è riassunto nel Rapporto Ambientale Assocarta 2020 presentato martedì scorso in collaborazione con Legambiente – ha spiegato Medugno -. Con un tasso di circolarità del 57 per cento le cartiere italiane sono un punto di “snodo” per l’economia circolare che viene quest’anno ulteriormente riconosciuto da un Indicatore di Circolarità di Materia pari a 0.79 in una scala da 0 a 1. Un valore elevato, ottenuto grazie alla capacità del settore di investire in materie prime rinnovabili e di prendersi cura dei suoi prodotti reimmettendo nel ciclo produttivo carta e imballaggio da riciclare”.

“Su scala europea circa 4,5 milioni di tonnellate di imballaggi (il 25% del totale circolante) potrebbero essere sostituiti da imballaggi di fibra cellulosica o prevalentemente cellulosici. Per l’Italia questo significa un potenziale, solo sul mercato nazionale, pari a circa 600 mila tonnellate di sostituzione di materia non rinnovabile o non riciclabile – prosegue Medugno -. La direzione indicata a livello europeo nel GreenDeal trova delle solide basi nell’industria cartaria che già garantisce la sostenibilità delle materie prime, ha migliorato le prestazioni dei processi e verificato la compatibilità ambientale dei prodotti. L’obiettivo del settore è quello di fornire ai consumatori una più ampia scelta di prodotti, rispettosi del clima, facilmente disponibili e convenienti. Per fare ciò è indispensabile un quadro normativo coerente, stabile e prevedibile, con chiari traguardi per una transizione energetica competitiva in termini di costi, per promuovere e premiare gli investimenti in decarbonizzazione e garantire l’accesso all’energia pulita“.

Il Rapporto contiene alcune proposte di politica industriale per un settore sempre più ‘circolare’ messe a punto con Legambiente che riguardano: il miglioramento dell’efficienza energetica e l’approvvigionamento da fonti energetiche sostenibili (l’industria ha finora trainato lo sviluppo della gestione sostenibile delle foreste e continuerà a farlo, con l’invito ad usare carta riciclata anche per usi alimentari come nel resto d’Europa); incremento della capacità di riciclo sostenendo la presenza di impianti sul territorio nazionale e garantendo l’accesso ai mercati dei prodotti riciclati; miglioramento della qualità della raccolta differenziata, punto debole del sistema di riciclo; valorizzazione degli scarti del riciclo, favorendo nuove forme di riciclo attraverso la ricerca di nuove tecnologie e l’investimento in nuovi impianti, garantendo allo stesso tempo ogni altra forma di recupero, compreso quello energetico; quadro normativo coerente, dall’end of waste alla promozione del regime dei sottoprodotti.

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