Brutto Natale per i lavoratori della coooperativa lucchese Iride: prolungato lo stato di crisi

Ancora sacrifici e tredicesime sospese. Federico Fontanini (Fistel Cisl Toscana): "Ci attiveremo come sindacato anche con le vie legali"

Un brutto Natale per cento lavoratori della cooperativa lucchese Iride, che alla vigilia delle feste si trovano a proseguire lo stato di crisi, con ancora sacrifici e tredicesime sospese.

Un Babbo Natale al contrario, con la lettera che invece di essere stata scritta è stata ricevuta dai lavoratori circa 100 addetti impegnati nella logistica, carrellisti, facchinaggio e pulizie, in servizio soprattutto nelle aziende cartarie del territorio, con una sopresa di notizie amarissime.

“Insieme alla consegna della retribuzione di novembre i soci lavoratori della Coop Iride hanno ricevuto la lettera firmata dal loro presidente che li informava di un ulteriore prolungamento biennale, fino al 2022, dello stato di crisi della cooperativa a causa dell’emergenza ex Covid- 19 – spiega Federico Fontanini, segretario della Fistel Cisl Toscana -. Ci preme sottolineare, che il prolungamento dello stato di crisi alla cooperativa Iride non ha certamente origine dagli effetti dell’emergenza Coronavirus, perché la quasi totalità degli appalti la cooperativa li ha nelle aziende cartarie di Lucca e quelle aziende, in pieno lock-down, hanno lavorato e spedito addirittura di più, perché produttori di carta igienica, tovaglioli, fazzoletti, salviette,  beni ritenuti necessari per tutta la cittadinanza”.

“Un bel ma mi faccia il piacere alla moda di Totò è ciò che mi sento di commentare – prosegue Fontanini – In realtà siamo nuovamente di fronte, al solito meccanismo perverso, di andare a recuperare economicità nella maniera più semplice. Ovvero sulla pelle dei lavoratori. Per chiarezza, è da oltre 10 anni, che la cooperativa Iride ha fatto e sta facendo ricorso allo stato di crisi e che grazie a quello, ha permesso nei confronti dei propri lavoratori, di derogare al contratto nazionale di lavoro in termini salariali e retributivi. Di fatti, sono da più di 10 anni che continuamente i lavoratori rinunciano agli aumenti economici derivati dai rinnovi del contratto  con tutte le ricadute sugli istituti ( Tfr, 13°, 14°, maggiorazioni, ferie) ad una mensilità e dulcis in fundo, il blocco della 13 e 14 mensilità anni 2019 e 2020. Oltre tutto questo, perderanno certamente la quota sociale che versano tutti i santi mesi nelle casse della cooperativa, chiesta a suo tempo, con lo scopo di aiutarla a superare lo stato di crisi”.

“In stato di crisi e profonda, ci sono si, ma i lavoratori! Troppo facile –  conclude il segretario generale Fistel Cisl Toscana  – scaricare le responsabilità della cooperativa sui soci. Del tutto vani in questi ultimi anni, i tentativi con le altre sigle sindacali di porre rimedio alle perdite salariali dei lavoratori, compreso anche l’ultimo incontro avuto un mese fa con il presidente e il nuovo Cda, proprio in prossimità della scadenza al 31 dicembre 2020 dello stato di crisi. Come organizzazione sindacale, stanti le limitazioni legate all’emergenza, ci attiveremo in tutte le modalità sindacali e legali, per dire basta a questo accanimento terapeutico sui lavoratori e dare loro dignità e rispetto che devono avere”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Lucca in Diretta, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.