Consulenza psicologica per imprenditori e famiglie, polemica sull’immagine della campagna di Confcommercio

Il messaggio, poi rimosso, è stato ritenuto sessista perché ritrae l'uomo al vertice della famiglia come padre e lavoratore

È polemica per una delle immagini che promuove il servizio di sostegno psicologico di Confcommercio a imprenditori e famiglie in tempi di Covid. Una immagine ritenuta sessista perché rappresenterebbe una famiglia gerarchica con a capo l’uomo, lavoratore e padre. L’immagine è stata rimossa ma non sono mancate le polemiche.

Fra queste quelle dell’associazione Città delle donne: “Sull’immagine “familiare” – dicono dall’associazione – che in queste ore Confcommercio di Lucca e Massa Carrara ha prima proposto e poi rimosso, ci chiediamo quale sia l’idea di famiglia che immaginano le/i sue/suoi iscritte/i e se corrisponda a quella lanciata e poi cestinata. Non osiamo pensare quale supporto psicologico possa essere fornito da chi comunica cosi. Esprimiamo la nostra piena solidarietà alle donne che ogni giorno garantiscono il funzionamento di attività commerciali e servizi”.

Sul tema è arrivata a stretto giro anche la risposta di Confcommercio: “A seguito delle polemiche scatenatesi nelle ultime ore, Confcommercio Imprese per l’Italia – Province di Lucca e Massa Carrara è rimasta spiazzata e colpita da toni che, per la sua natura di associazione sempre propositiva e rispettosa delle sensibilità altrui, non è abituata a subire. Il progetto che prevede il supporto psicologico per imprenditrici, imprenditori e i loro dipendenti che stiano attraversando un momento difficile a causa delle ricadute dell’emergenza sanitaria è nato con le migliori intenzioni, in accordo con una realtà di esperienza e capacità conclamate come l’associazione Consulenza per la famiglia di Lucca. E mai e poi mai Confcommercio avrebbe pensato che questa iniziativa, a titolo gratuito per coloro che decidano di rivolgersi allo sportello di ascolto, potesse aprire una polemica del genere a causa dell’immagine della locandina”.

“Ma soprattutto, mai e poi mai Confcommercio – prosegue la nota – avrebbe pensato di sentirsi rivolgere l’accusa di “sessismo”, concetto quanto mai estraneo e lontano rispetto al nostro modo di agire e di pensare. La nostra è una associazione che vede una donna nel ruolo di direttrice, ovvero sia come figura apicale dal punto di vista tecnico, e una donna nelle vesti di vicepresidente vicario interprovinciale, figura apicale dal punto di vista politico. Ma l’elenco degli incarichi importanti al nostro interno declinati al femminile sarebbe lungo, per un’associazione che vede ricoperto da una donna anche il ruolo di presidente regionale. Viste le reazioni negative alla locandina del progetto, appare evidente che qualcosa di sbagliato ci sia stato nella stesura di quella immagine. A tal punto da generare un enorme fraintendimento su quelle che erano e sono le nostre intenzioni. E su quelli che erano e che sono i nostri principi ispiratori”.

“Proprio perché si è trattato di un errore in buona fede – conclude Confcommercio – chiediamo pertanto scusa di cuore a tutti coloro che si siano sentiti offesi da quella immagine, che certamente rappresenterà anche per noi uno stimolo a lavorare in futuro con ancora maggiore impegno. Per evitare che certe situazioni possano ripetersi. Al tempo stesso auspichiamo che si possa tornare a parlare di questa iniziativa bella e concreta per quelli che sono i suoi elementi di forza, oltre che un punto cardine della nostra associazione: la vicinanza al mondo dell’imprenditoria in tutte le sue forme, compresa quella psicologica”.

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