#Ioapro, ma anche no. L’Ottavo Nano: “Sforzi non possono essere vanificati dalla protesta di alcuni”

Il locale di via del Cantore: "Rispettiamo chi ha sofferto e soffre per il Covid, riapriremo quando ce lo consentirà un decreto"

Ristoranti, zone ‘colorate’ e divieti, va in scena la protesta. Per ora a parole visto che non si hanno notizie ufficiali a Lucca e in provincia di ristoranti che terranno aperto da oggi e per tutto il weekend a cena aderendo all’iniziativa #Ioapro, che ha avuto diffusione in tutta italia.

Di sicuro c’è, invece, chi da questa iniziativa si dissocia. È il caso dell’Ottavo Nano, di via del Cantore, primo di una serie di locali che si è diffuso anche in città con il Lebowski e con il nuovo spazio al centro commerciale Pinturicchio.

“Dal primo momento in cui ci hanno detto che potevamo riaprire – si legge sui social network – lo abbiamo fatto, dal 18 maggio, investendo quei pochi soldi per adeguarci ai nuovi regolamenti, distanziamento, sanificazione ma assolutamente ci sentivamo pronti per riaprire. Siamo ora più consapevoli della nostra capacità di adattarci ai momenti difficili e poter svolgere al meglio il nostro lavoro, ma sempre nel rispetto delle regole e tutelando al massimo il nostro staff e i nostri clienti”.

“Oggi – prosegue la nota – siamo prontissimi per riaprire, assumendoci tutte le nostre responsabilità ma assolutamente non riapriremo fino a quando un nuovo decreto ce lo permetterà. Il sacrificio che abbiamo fatto tutti fino adesso, chiudendo anche a Natale, non può essere vanificato dalla scelta di alcuni nostri colleghi che invece di cercare soluzioni alternative, come per esempio unirsi per farsi abbassare il costo delle tasse, degli affitti, dei contributi eccetera hanno preso la decisione di riaprire oggi (15 gennaio, ndr) sotto lo slogan #ioapro come protesta. Noi non aderiamo a questa protesta soprattutto per il rispetto di tutte le persone che hanno sofferto e stanno ancora soffrendo causa Covid e tutti quelli che sono impegnati a proteggere la nostra salute. E non vorremmo essere noi la causa di rovinare tutto lo sforzo fatto per una sera di riapertura”.

“Consapevoli del fatto che stiamo soffrendo personalmente ed economicamente – concludeono dall’Ottavo Nano – di non poter lavorare con tutta la nostra passione, ma resteremo sempre fermi sulla nostra decisione di rispettare chi sta lavorando per noi durante questa pandemia. Le nostre proteste sono molto più importanti: la salute prima di tutto e comunque noi siamo pronti per riaprire. Vi invitiamo a sostenere nel frattempo il nostro settore con gli asporti ed il delivery e naturalmente a pranzo quando ci viene concesso”.

Foto di archivio prima della pandemia

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