Consorzio di bonifica, opposizione all’attacco: “Facciamo proposte, non diciamo solo no”

Angelini, Casali e Bertola: "Per la maggioranza siamo un'ossessione"

Consorzio di bonifica, è ancora polemica dalla minoranza. 

“Al  vertice del consorzi  di bonifica 1 Toscana Nord – dicono Fortunato Angelini, Pietro Casali e Giampaolo Bertola – è subentrata una sindrome ossessiva: si chiama minoranza. Viene vista in ogni angolo e ogni critica, ogni segnalazione fatta dai cittadini e consorziati anche attraverso la stampa resta indigesta. La si addebita alla minoranza, con la solita retorica. Pare ci sia della sofferenza ad accettare critiche, libero confronto, discussione sui problemi. Come minoranza svolgiamo il naturale esercizio democratico anche nell’assemblea consortile”.

“Andando a rivedere le ultime richieste presentate – dice l’opposizione – non pare proprio si tratti solo di no, tutt’altro. Voi, semmai, avete detto no al piano straordinario di lavori per gli impianti idrovori avete detto no sul piano stombamento di tratti di canali, avete detto no sull’abbattimento del ruolo per il  2021″.

“Abbiamo proposto progetti cantierabili – prosegue l’opposizione – per gli argini del Lago di Massaciuccoli, eavete risposto con ironia. È  il vertice del consorzio a dire sempre dei no. Abbiamo suggerito al presidente di avere molta cautela al proseguimento col piano assunzioni, dando magari  precedenza a profili addetti alla manutenzione deve c’è bisogno così come previsto dalle linee guida di indirizzo della Regione Toscana. Abbiamo chiesto di prendere una decisione forte a difesa dell’attività di vigilanza istituzionale ai sensi del regio decreto 368/1904 che, se pur vecchio, ha consentito in passato al consorzio un’energica difesa del reticolo di canali di bonifica: ci vengono date risposte incomprensibili”.

“Abbiamo chiesto di completare – chiude l’opposizione – la riforma dei consorzi toscani nata con la legge 79 del 2012, mediante l’associazione dei servizi comuni, al fine di avere economie di scala (gestione unificata del catasto, della riscossione, dell’ufficio legale per i contenziosi, della comunicazione ). Tutto se fatto darebbe senso alla riforma dei consorzi producendo un abbattimento dei costi di gestione minimo del 5%. Risorse queste ultime che necessariamente potevano essere destinate ad incrementare la manutenzione sull’intero reticolo idrografico in capo al consorzio. Questi, cari signori, sarebbero i no della minoranza”.

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