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Lucca, nell’anno più difficile l’export crolla di oltre il 4%

Reggono l'urto della pandemia il cartario e l'industria chimica

Nel corso del 2020 le vendite all’estero dalla provincia di Lucca si sono fermate a 3.908 milioni di euro, un valore in calo del -4,4% (quasi 180 milioni in meno) rispetto all’anno precedente (4.087 milioni).

Dopo le contrazioni registrate nel corso del primo e soprattutto del secondo trimestre dell’anno, quando l’export provinciale è sceso rispettivamente del -0,5% e del -28,3% rispetto allo stesso periodo del 2019, nel periodo luglio-settembre si è rilevato un recupero del +12,4% che ha trovato conferma nel +1,9% fatto segnare negli ultimi tre mesi dell’anno.

L’andamento complessivo provinciale, seppur negativo, risulta migliore di quello registrato per Toscana e Italia: nel corso dell’anno le esportazioni toscane sono scese del -6,2%, mentre in Italia le vendite all’estero sono calate del -9,7%.

In generale il rallentamento dell’economia a livello globale ha determinato una significativa contrazione della domanda mondiale e conseguentemente degli scambi internazionali.

“Il commercio estero provinciale – ha dichiarato Giorgio Bartoli, commissario straordinario della Camera di Commercio di Lucca – è stato nel secondo trimestre penalizzato dalla pandemia, ma il tessuto imprenditoriale provinciale ha reagito molto bene nei mesi successivi, limitando la perdita a -4,4%, una flessione molto più contenuta rispetto ai territori limitrofi”.

Gli acquisti dall’estero della provincia sono diminuiti del -11,9% nel corso dei dodici mesi, attestandosi a quasi 1.780 milioni di euro nell’anno con un andamento negativo anche nell’ultimo trimestre (-11,7%). Simile la dinamica registrata a livello nazionale (-12,8%), mentre la Toscana ha chiuso l’anno con un +5,0%, condizionata fortemente dagli ingenti acquisti di metalli preziosi della provincia di Arezzo.

Sono questi i principali risultati che emergono dall’analisi dei dati Istat sul commercio estero effettuata dall’ufficio studi, statistica e politiche economiche della Camera di Commercio di Lucca.

A livello settoriale il cartario si conferma il primo settore provinciale per vendite all’estero con 918 milioni di euro nell’anno, un valore in calo del -0,4% rispetto al 2019; dopo un primo trimestre in crescita e un secondo in lieve diminuzione, si è registrata una decisa contrazione delle esportazioni nel terzo trimestre cui è seguito un recupero nel quarto (+8,0%). Nei dodici mesi le vendite all’estero di pasta da carta, carta e cartone sono aumentate del +6,4% (+26,3% nel quarto trimestre) mentre quelle di articoli di carta e di cartone sono diminuite del -4,5% (-2,2% tra ottobre e dicembre).

La meccanica, secondo settore provinciale per export con oltre 750 milioni di euro, ha segnato nell’anno una caduta delle vendite all’estero del -9,6%, non riuscendo a recuperare la forte flessione rilevata tra aprile e giugno (-39,3%). In particolare, le vendite all’estero di macchine per impieghi speciali sono scese del -10,2% nell’anno.

La cantieristica nautica ha esportato natanti per 678 milioni di euro nell’anno, un valore in lieve calo rispetto al 2019 (-2,1%). Dopo il negativo andamento del secondo trimestre legato allo slittamento delle consegne d’imbarcazioni dovuto al periodo di lockdown, tra luglio e settembre si è registrato un forte recupero delle esportazioni, mentre nel trimestre di chiusura dell’anno si è osservato un nuovo calo.

Sono cresciute invece le vendite all’estero dell’industria alimentare e del tabacco (302 milioni di euro) con un +18,2% nell’anno grazie all’ottima dinamica registrata a partire dal secondo trimestre; i maggiori incrementi hanno interessato le vendite di oli di oliva, semi, etc. (+20,9% nei dodici mesi).

Sono diminuite invece le vendite all’estero della fabbricazione di materiale elettrico e meccanica di precisione (286 milioni; -5,0%) nonostante un buon recupero nell’ultimo trimestre dell’anno, dell’industria metallurgica (248 milioni; -13,5%), dell’industria chimica, delle vernici e farmaceutica (190 milioni) che ha limitato le perdite al -1,2% grazie a un buon recupero in chiusura d’anno, soprattutto della farmaceutica (+1,8% nei dodici mesi, +30,3% tra ottobre e dicembre). In forte calo invece l’industria lapidea, del vetro e delle pietre estratte (138 milioni) che ha visto diminuire del -12,8% le vendite all’estero, e il sistema moda che si conferma in difficoltà, con il cuoio e calzature (105 milioni) in calo del -31,4% e il tessile e abbigliamento (57 milioni) sceso del -10,6%.

La gomma e plastica (103 milioni), invece, ha mostrato una dinamica positiva con un +13,8% nell’intero anno.

La flessione dell’export provinciale ha interessato particolarmente le vendite verso l’Europa che ha contenuto la caduta al -4,0% nel 2020 grazie a un recupero in chiusura d’anno (+10,8% nel quarto trimestre) soprattutto per la crescita delle vendite verso il Regno Unito (+55% nel quarto trimestre) probabilmente legate a politiche di scorte precauzionali in attesa dell’accordo sulla Brexit arrivato a fine anno; le esportazioni verso l’area Ue27 (Regno Unito escluso) sono diminuite del -5,4%, mentre quelle verso l’area extra-Ue27 sono cresciute del +0,5%. Le vendite verso il continente americano sono aumentate del +12,3%, con l’America settentrionale che ha segnato un +1,2% mentre per l’America centro-meridionale l’incremento ha toccato il +26,8%. Sono diminuite invece le vendite verso l’Africa (-9,6%), l’Asia (-9,9%) e l’Oceania.

La flessione delle importazioni provinciali (-11,9%) è stata determinata in buona parte dalla caduta del valore degli acquisti dall’estero del settore cartario, che si sono fermati a 512 milioni di euro nei dodici mesi per un -26,9% rispetto all’anno precedente.

Gli acquisti dell’industria chimica, delle vernici e farmaceutica (291 milioni) sono cresciuti invece del +3,2% grazie alla farmaceutica (+19,7% nel periodo), quelli della fabbricazione di materiale elettrico e meccanica di precisione (77 milioni) del +12,2% e quelli di prodotti agricoli (30 milioni) del +8,6%.

Sono invece scesi gli acquisti dall’estero dell’industria alimentare e del tabacco (222 milioni), che ha segnato un -0,3% nell’anno, dell’industria metallurgica (187 milioni; -4,7%), della meccanica (158 milioni; -11,4%), del cuoio e calzature (-18,4%) e del tessile e abbigliamento (-1,2%). Per la gomma e plastica la flessione ha toccato il -16,0%, con un recupero a fine anno, mentre per il lapideo, vetro e pietre estratte l’import è sceso del -10,6%.

Gli acquisti dall’estero sono diminuiti significativamente sia dall’Europa, in flessione del -10,2% per il calo dell’Area Ue27 (-8,2%) e della extra-Ue27 (-31,6%), sia dal continente americano (-23,3%). L’Asia ha contenuto la variazione negativa al -1,1%, mentre sono cresciuti gli acquisti dall’Africa e dall’Oceania.

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