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Confartigianato: “Bene il decreto Sostegni ma servono più fondi”

Promozione a metà del provvedimento da parte della categoria

“Il decreto Sostegni contiene misure positive, come la maggiore attenzione alle piccole imprese e i pagamenti degli aiuti a partire dall’8 aprile, ma la quantità di risorse stanziate deve aumentare”. E’ questo il commento di Luca Giusti, presidente di Confartigianato Toscana in merito dell’approvazione del decreto Sostegni da parte del governo Draghi che stanzia aiuti per 32 miliardi di euro.

Il decreto prevede un nuovo criterio per il calcolo degli aiuti alle imprese in difficoltà a causa della pandemia. Vengono confrontati i fatturati medi mensili del 2020 e del 2019 a cui si applicano delle percentuali per determinare la misura dell’aiuto. Ad esempio chi ha registrato una perdita di fatturato annuo di 40 mila euro nel 2020 rispetto a 2019 riceverà il 60% della perdita media mensile (ossia 2000 euro). Per il presidente la norma: “Contiene misure importanti, come il prolungamento del blocco dei licenziamenti, gli aiuti alle piccole partite Iva,  le riduzioni dei contributi previdenziali degli autonomi, il superamento della logica dei codici Ateco, i ristori alle attività del turismo invernale e la rapidità dell’erogazione. Tuttavia – prosegue Giusti – deve essere incrementata la quantità di aiuti da destinare alle piccole e medie imprese gravemente danneggiate dalla pandemia, in particolare per i settori più colpiti come il tessile – moda, i trasporti, il turismo. Se davvero vogliamo che il nostro sistema economico possa ripartire  occorrono maggiori risorse per le imprese che devono investire per poter continuare a sopravvivere e certo non potranno bastare poche migliaia di euro”.

In merito poi al cosiddetto condono delle cartelle esattoriali fino a 5000 euro emesse dal 2000 al 2010 che riguarda circa 16 milioni di atti per il presidente di Confartigianato Toscana: “Si tratta di una misura di emergenza, che però deve essere accompagnata da una seria riforma della riscossione. Non è possibile che in questa gravissima situazione sanitaria ed economica, con le zone rosse e le attività chiuse, vi siano contribuenti che ricevono notifiche di cartelle esattoriali. E’ necessario un  rinvio degli invii degli atti di almeno due anni” conclude Luca Giusti.

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