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Ristoranti, Confesercenti Toscana nord: “Determinare subito nuove modalità di riapertura”

Un contributo concreto a governo e Regione affinchè si metta mano in maniera immediata a nuovi protocolli che permettano di riaprire anche in zona arancione

“È il momento di superare i parametri di riferimento che hanno caratterizzato ad oggi le restrizioni per bar e ristoranti. Dobbiamo semplificare e al contempo determinare nuove modalità di riapertura nette e non interpretabili che, se pur con estremo sforzo e con una certo grado di rigidità, ci permetteranno la ripartenza in tempi certi“. A dirlo sono ristoratori e baristi di Confesercenti Toscana nord, nelle parole del responsabile Fiepet, Adriano Rapaioli. Un contributo concreto lanciato a governo e Regione affinchè si metta mano in maniera immediata a nuovi protocolli che permettano di riaprire anche in zona arancione con servizio al tavolo sia a pranzo che a cena.

In un documento che sarà consegnato innanzitutto al governatore Giani e che poi costituirà la base del confronto nazionale con il Comitato tecnico scientifico, sono indicate le modalità per mettersi alle spalle le restrizioni: “La vastità di regole e sopratutto la loro applicazione non omogenea nei territori hanno scatenato problematiche e forti mal contenti per la categoria dei pubblici esercizi – spiega Rapaioli -, trovandoci spesso a fare i conti con interpretazioni dissonanti da parte delle forze dell’ordine nei vari territori nazionali. Pensiamo quindi a protocolli rigidi ma semplici in modo da aiutare gli operatori nel rispetto delle norme ma renderà i controlli omogenei su tutto territorio nazionale. Per il numero massimo di clienti nel locale in questa fase suggeriamo ancora di tener conto dei posti in base al distanziamento, con una riduzione nella prima fase di un ulteriore 50 per cento: resta il limite di 4 persone al tavolo senza però più le distinzioni tra convivente e non conviventi. Visto che i tempi di permanenza media e quindi i possibili rischi di contagio aumentano nelle fasce serali dalle 17 è permesso solo il servizio al tavolo e l’accesso al locale esclusivamente dopo misurazione della temperatura”.

Orario per i bar sarà dalle 5 alle 20, mentre i ristoranti chiuderanno alle 22 – prosegue –  in caso di coprifuoco lo scontrino fiscale rilasciato un’ora prima dell’inizio del coprifuoco permetterà un bonus di rientro di 30 minuti. Come data di riapertura dei pubblici esercizi sia a pranzo che a cena con questi protocolli, indichiamo il 3 maggio; una data che permetterebbe agli operatori di riorganizzare i locali e di poter attuare le modifiche alle regolamentazioni”.

Questa la conclusione di Adriano Rapaioli. “I protocolli da soli non bastano, visto che le attività arrivano alla tanto attesa riapertura in ginocchio. Occorrono nuovi ristori parametrati sulle reali perdite e non su percentuali legate a quelle mensili. Poi suolo pubblico gratuito fino al 31 dicembre, Imu sospesa e credito di imposta su affitti e bollette anche questi fino alla 31 dicembre”.

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