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Confesercenti, dubbi sui protocolli per le riaperture: “Rischio chiusure definitive”

Per il sindacato Fiepet Regione e governo non hanno ascoltato le necessità di bar e ristoranti: "Assurda la distanza di 2 metri fra i tavoli"

“Finalmente si torna a discutere di riaperture e soprattutto di date per le riaperture di bar e ristoranti, ma è davvero difficile comprendere come, rispetto ai protocolli di sicurezza finora applicati, le nuove regole si traducano di fatto in una nuova stretta. Le bozze presentate dalla Regioni non tengono conto delle nostre proposte, formulate anche al governatore Giani, frutto di chi opera sul campo e comprende meglio di tutti la necessità comunque di lavorare seppur in totale sicurezza”. C’è molta perplessità nelle parole del responsabile Fiepet Toscana Nord, il sindacato pubblici esercizi di Confesercenti, Adriano Rapaoli dopo il primo tavolo di confronto tra Regioni e governo sul tema delle riaperture di bar e ristoranti.

La distanza obbligatoria di due metri tra i tavoli ipotizzata sarebbe una restrizione inapplicabile per decine di migliaia di ristoranti, circa il 60 per cento dei locali non ha uno spazio esterno, e praticamente per tutti i bar – spiega Rapaioli – E anche dove fosse fisicamente possibile implementare la misura, si ridurrebbe drasticamente la capacità di lavoro dei locali al chiuso, obbligandone migliaia alla chiusura definitiva. Economicamente non si può pensare che un locale con 30 posti se ne ritrovi 6 e con le stesse identiche spese di prima. Per ovviare suggeriamo di togliere i riferimenti a 2 metri e impostare la capienza negli spazi interni al 50% dei posti Covid disponibili, lasciando quella esterna con le attuali normative e quindi distanziamento di un metro”.

“Con la nostra proposta si perderebbero i due terzi dei posti totali mentre cosi come si legge nella bozza delle Regioni la perdita sarebbe di oltre i tre quarti. Va eliminato poi il riferimento per il servizio al tavolo alle 14, non comprendendone l’utilità. Infine sui dipendenti. Lo screening periodico non solo sarà difficilmente tracciabile ma sostanzialmente aggraverà nuovamente sulle spese dei locali – conclude il responsabile Fiepet Toscana Nord – Tale misura potrà essere efficacemente sostituita con l’obbligo di utilizzo delle mascherine tipo FFP2 per il personale non vaccinato. Come dimostrato le mascherine FFP2, se correttamente utilizzate, garantiscono una protezione al 95 per cento quindi superiore anche alla copertura dei vaccini”.

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