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Ristoratori, Tutela nazionale imprese: “Riaprire non basta, bisogna togliere il coprifuoco”

Massimiliano Martinelli responsabile dell'area lucchese dell'associazione guidata da Naccaro:"Chiediamo a tutti i sindaci della provincia, un'azione forte su Tari e suolo pubblico"

Proteste da parte delle attività che sono rimaste chiuse a causa dell’emergenza sanitaria. Sono numerose le iniziative che si sono susseguite in questi giorni in tutta la nostra penisola, organizzate specialmente dal settore ristorativo, uno di più tartassati dalla situazione. Abbiamo assistito a blocchi del traffico autostradale, a proteste in diretta Facebook e non sono mancate le polemiche, alcune persone si sono lamentate del disagio arrecato, altre invece hanno sostenuto i manifestanti. Il governo nel frattempo procede all’organizzazione di future aperture e cerca di schiarire gli animi in vista dell’estate, che potrebbe portare ad un calo dei contagi e a un aumento dell’attività economica.

Uno di questi gruppi, molto attivo ultimamente nelle proteste è Tutela nazionale imprese (Tni), un’associazione nata a marzo dello scorso anno il cui presidente e fondatore è Pasquale Naccari che ad oggi  rappresenta 40 mila imprese del mondo Horeca (bar, ristoranti, alberghi), da nord al sud Italia.

Massimiliano Martinelli è il responsabile dell’area lucchese di Tni, anche lui è ristoratore e la crisi ha colpito anche il suo ristorante: “Tutti i settori sono protetti, tranne alcuni, purtroppo noi non abbiamo avuto gli aiuti necessari da parte dello Stato, io sono stato rimborsato del 6,5 per cento di quello che ho perso nel 2020. Tutela nazionale imprese è un’associazione no profit, nata a marzo dell’anno scorso come risposta sindacale a protezione del settore Horeca, le nostre associazioni di categoria non ci hanno mai protetto ne unito”.

Tni Italia è pronta a chiedere al Governo modifiche delle misure restrittive, secondo loro ingiuste. Nel mirino ci sono anche le linee guida sulle nuove aperture. “Noi chiediamo per prima cosa di togliere il coprifuoco – di Massimiliano Martinelli – non possiamo proseguire con la chiusura alle 22 quando si è aperti per cena. Inoltre le linee guida dovrebbero rimanere quelle dell’anno precedente, con un metro di distanza o comunque qualcosa di compatibile con li nostro lavoro, 2 metri di distanziamento è troppo”.

Anche la riapertura dei locali esclusivamente all’aperto suscita qualche perplessità: “Sì, bene l’apertura degli spazi all’aperto, ma bisogna tenere conto della situazione meteorologica, adesso ad esempio sarebbe freddo e poi se piove? Noi facciamo acquisti in arrivo dei clienti, se poi non possono usufruire della prenotazione? Noi chiediamo la riapertura anche degli spazi interni dei locali, bisogna riaprire tutti insieme, senza fare differenze. A questo proposito abbiamo fatto una proposta, aprire il 3 maggio sia negli interni che negli esterni, con le stesse limitazioni dell’anno scorso. Se è andata bene lo scorso anno perché cambiarlo?”.

Tni in questo anno di attività ha organizzato 25 manifestazioni, 3 volte a Roma e in questi giorni ha effettuato due blocchi autostradali a Incisa Valdarno e a Roma tra Orte e Artgliano.  “Se lo Stato non ci viene incontro, proseguiremo con i blocchi e le proteste in tutto il paese – spiega Massimiliano Martinelli – naturalmente tutte le iniziative sono non violente. I rimborsi che ci spettano come categorie dovrebbero essere calcolati in base alla perdita di fatturato e ogni caso andrebbe trattato singolarmente”.

Molte categorie si stanno avvicinando a Tni Lucca, specialmente quelle che non sono tutelate dalle associazioni o che non si sentono rappresentate, ad esempio chi lavora nel pubblico spettacolo. “Sono Alessio Medici e lavoro nel settore eventi e turismo, anch’io i sto avvicinando all’associazione Tni Lucca per cercare di tutelare la mia attività che si chiama Etrurian Legion. Sono d’accordo sul fatto che il coprifuoco è il primo problema del nostro settore e è da cancellare il prima possibile. Vorrei essere la voce della mia categoria su Lucca”.

Ma le iniziative messe in campo da Tni sono molte anche nella zona di Lucca. “Abbiamo mandato una lettera a tutti e 33 i sindaci della provincia di Lucca per chiedere un’azione forte sulla Tari e sulle spese di suolo pubblico – dice Martinelli – Voglio anche ricordare che noi ristoratori paghiamo la tariffa acqua alla Geal come se fossimo delle civili abitazioni, noi vorremmo fosse applicata le tariffe che spettano alle aziende”.

Oggi (21 aprile) pomeriggio alle 15, Tni Lucca si è riunito in piazza Nieri e Paolini a Viareggio davanti al Comune, per protestare contro la decisione del sindaco Del Ghingaro di aprire ad un evento di street food.

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