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Stop alle pratiche commerciali sleali, esulta Coldiretti

Elmi: "Un sistema che strangolava gli agricoltori"

Stop alle pratiche commerciali sleali (aste al doppio ribasso) che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione: ora una legge, fortemente sollecitata da Coldiretti, renderà equa la distribuzione del valore lungo la filiera evitando che il massiccio ricorso attuale alle offerte promozionali di una parte della Gdo non venga scaricato sulle imprese di produzione già costrette a subire l’aumento di costi dovuti alle difficili condizioni di mercato.

E’ quanto sottolinea Coldiretti Lucca, commentando positivamente l’approvazione definitiva del senato della legge di delegazione europea contro le pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nelle filiere agricole e alimentari. “Dal campo al carrello agli agricoltori restano solo le briciole. – commenta Andrea Elmi, presidente Coldiretti Lucca -. Ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi fino ai formaggi. La legge colpisce il meccanismo delle aste al doppio ribasso che altro non sono che un meccanismo usato da una parte della Gdo per assicurarci tutti quei prezzi talmente bassi che in realtà non coprono nemmeno i costi di produzione. A vincere è il prezzo più basso. Questa legge è una nostra vittoria”.

La nuova legge disciplinerà le vendite sottocosto che dovranno ora rispettare una serie di parametri a partire dal semplice superamento dei costi medi di produzione elaborati dall’istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (Ismea)” e allo stesso tempo colpirà anche il meccanismo delle aste al doppio ribasso che provoca forti distorsioni e speculazioni aggravando così i pesanti squilibri di filiera della ripartizione del valore visto che per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in Italia vanno a remunerare il prodotto agricolo.

“Per difendere gli agricoltori dallo strapotere delle grandi catene distributive è tra l’altro previsto – spiega ancora Elmi – si interviene anche sui ritardi di pagamento delle forniture e sulle modifiche non concordate dei contratti, fino ai mancati pagamenti per i prodotti invenduti. E’ stato introdotto nel provvedimento anche l’anonimato di chi denuncia tali vessazioni e viene data alle associazioni di rappresentanza la possibilità di presentare le denunce per conto dei propri soci”.

Fondamentale sarà la possibilità di intervento dell’ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentare (Icqrf) funzionale al rispetto del funzionamento del mercato e delle filiere per le acquisite competenze in ambito agroalimentare.

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