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Riaperture, le palestre alzano la voce: “Ignorati e abbandonati da tutti”

Si attende la ripartenza dell'1 giugno. L'allarme: "Oltre il 40 per cento delle strutture del nostro comparto rischia una chiusura definitiva"

Riapertura per le palestre fissata all’1 giugno, gli imprenditori di Lucca, Piana e Valle del Serchio alzano la voce e definiscono la situazione insostenibile. Lo fanno con un comunicato congiutbo.

“Contrariamente a quanto indotto a pensare – dicono i rappresentanti dei centri fitness e benessere – siamo stati completamente ignorati ed abbandonati dalle istituzioni a tutti i livelli, comunale, regionale e centrale. Da marzo 2020 ad oggi siamo stati costretti alla chiusura forzata per ben 9 mesi, 10 con il prossimo mese di maggio e i sostegni economici sono stati decisamente inadeguati per la categoria”

“Dal punto di vista sociale – spiegano – la chiusura forzata dello sport a tutti di tutte le categorie amatoriali, ha comportato un notevole aumento di stati depressivi, problematiche cardiocircolatorie e obesità nella popolazione, situazione ormai nota e certificato da più studi. Il Cts, del governo Conte, ed ora del governo Draghi, riteneva e continua a ritenere le palestre ed i centri sportivi in genere luogo di contagio “certo”, tanto da ritenerne la chiusura forzata una soluzione al problema. Riteniamo invece, come ampiamente dimostrato, che l’attività fisica sia imprescindibile per l’aumento delle difese immunitarie e psicologiche e numerosi studi attestano che le palestre non sono particolari fonti di contagio”.

“Purtroppo dobbiamo, anche se estremamente contrariati – prosegue la lettera – sottostare alle decisioni del governo ed operare per il minimo consentito dai vari decreti, con le lezioni online in stile Dad o al massimo, per chi ha qualche spazio esterno, con attività individuale all’aperto. Nell’ultimo decreto legge sono state stanziate per la categoria risorse assolutamente insufficienti rispetto ai costi che sosteniamo, sentenziando definitivamente l’intento di far morire lo sport di base da parte del governo. Oltre il 40 per cento delle strutture del nostro comparto rischia una chiusura definitiva“.

“Con questa nota – prosegue – vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica della nostra città sul fatto che la categoria è in fortissima difficoltà e sul fatto che i media nazionali, regionali, locali, ne parlino sempre poco, non vuol dire che siamo stati aiutati in qualche modo, tutt’altro. Non abbiamo alcun contributo per canoni di locazione. Nessun contributo sulle utenze. Nessuna riduzione dei vari tributi come la tassa sui rifiuti. Non sono previsti ad oggi bonus fitness. Molti utenti hanno ancora dei voucher (a carico nostro e non del governo) relativi ai recuperi del primo lockdown con scadenza il 25 maggio 2021 e nessuno sa ancora come dovranno o potranno essere considerati in funzione di questo lunghissimo periodo di chiusura. Le richieste sopra citate, insieme a molte altre, dovrebbero essere, in qualche maniera, decise prima della riapertura per permetterci di orientare il nostro lavoro su concrete basi per il futuro”.

“Insieme a tutti i centri fitness e benessere fisico d’Italia anche Lucca – conclude la nota – si unisce chiedendo a tutti gli iscritti alle varie strutture sportive di sostenerci e di alzare la voce il più possibile, perchè evidentemente da soli facciamo troppo poco rumore. Nel rispetto delle regole, abbiamo bisogno di tornare a coinvolgere, con professionalità e passione, tutte le persone che credono nel valore dell’attività fisica. Fiduciosi di rivedere tutti i nostri clienti al più presto”.

La nota porta la firma di Antares, Auser club, Body Planet Fitness & Wellness, Bodymind, Ego City Fit Lab, Ego Wellness Resort, Genesi, Happy Gym, Life Escusivamente Per Tutti, Life Fitness Lab, Masterfit Centro Fitness, Plaza Your Freedom Center, Profight1 e Studio Danza Pilates Lucca.

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