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Il boom delle case di legno ecocompatibili in Italia

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Quella dell’edilizia in legno non sembra più soltanto un’eccezione nel contesto edile italiano: sta pian piano diventando una realtà sembre più riconosciuta. Guardando ai numeri che sostengono questa affermazione, si può fare riferimento ai rapporti commissionati da Assolegno al centro studi Federlegno negli scorsi anni: in tal modo, si noterà una crescita dei numeri e della diffusione delle abitazioni in legno in Italia.

Nel 2017, infatti, le case in legno rappresentavano il 7% delle nuove abitazioni totali costruite in Italia, con una crescita di circa il 10% rispetto al 2016. Con questo incremento, l’Italia si è collocata subito dopo Germania, Inghilterra e Svezia per la produzione di abitazioni prefabbricate in legno. Crescono, dunque, tutti i numeri legati a questo settore edilizio, che adesso può vantare un fatturato di quasi 700 milioni.

Nell’ultimo rapporto di Federlegno, viene inoltre fatto notare come certi introiti di questa industria derivino dal fatto che molte imprese di bioedilizia italiane – tra i nomi, https://www.pineca.it/ – riescono anche a “scavalcare la classifica”, esportando i loro prefabbricati anche in Germania.

Imprese di bioedilizia: dove operano

Gran parte delle imprese di costruzione di case in legno ha sede nelle zone del Nord: si parla dunque di Trentino Alto Adige, Lombardia e Veneto; queste tre regioni ospitano, da sole, poco più del 50% delle imprese di bioedilizia del territorio italiano.

Eppure, guardando con attenzione alle case in legno realizzate all’interno di queste singole regioni, si noterà un’inversione di tendenza: il Trentino Alto Adige ospita più del 24% delle imprese di bioedilizia italiane, ma solo il 12% di case in legno all’interno della sua regione; al contrario, il 23% delle abitazioni lombarde sono “green”. Alla lista delle regioni più attrezzate di case in legno, si aggiunge anche l’Emilia Romagna (che contribuisce a sfatare il mito che vede quello della bioedilizia come un settore tipicamente montano).

Completano la lista di regioni interessate ad abitare “green” Lazio, Toscana e Sicilia: l’isola dimostra dunque che la bioledilizia non è oggetto d’interesse delle sole regioni del centro-nord, ma che può allo stesso tempo interessare la parte più meridionale della penisola. Questo fenomeno è inoltre sostenuto anche dall’investimento pubblico, che in varie zone sta contribuendo alla realizzazione di scuole, impianti sportivi e uffici in legno.

Si ha dunque a che fare con una trasformazione del mercato edile italiano: dove può portare questo cambiamento radicale? E, soprattutto, cosa lo determina? In breve, quali sono i suoi vantaggi?

Abitare in una casa in legno: i vantaggi

Dati i numeri e l’ampiezza del fenomeno, bisogna adesso chiedersi le ragioni di questo boom del settore bioedile negli ultimi tempi.

Di certo, l’appoggio del settore pubblico – con bonus e incentivi volti a sostenere la bioedilizia – contribuiscono a spingere i privati verso la costruzione di abitazioni “green”, che risultano dunque ancora più convenienti. Di base, esiste già un vantaggio economico a favore del legno, se si confronta un’abitazione in legno con una equivalente (per dimensioni esterne) in muratura. Ovviamente, si badi che la disposizione degli ambienti interni, il tipo di infissi scelto e molti altri fattori possono falsare il risultato di questo confronto.

Proseguendo, è bene considerare la salubrità delle case in legno. Offrendo un ambiente completamente costruito con materiali naturali, la bioedilizia lavora dunque a favore della salute degli abitanti: questi non dovranno più inalare lo sostanze chimiche usate nei materiali che solitamente circondano gli abitanti di un normale appartamento; la salubrità dell’aria è dunque maggiore, grazie anche a un naturale sistema di ventilazione e a un maggiore controllo del tasso di umidità.

Infine, come si intuirà dal frequente utilizzo del termine “bioedilizia”, quello di cui si sta trattando è un settore edilizio totalmente green che, facendo del legno il suo materiale di costruzione prediletto, punta tutto sull’ecosostenibilità dei suoi prodotti. Il tutto, sin dal calcolo dell’energia utilizzata in ogni fase del processo di costruzione, dalla realizzazione fino allo smaltimento della struttura, una volta al termine del ciclo. Come si capirà, la realizzazione di questi edifici comporta un impiego di energia molto piùbasso rispetto ad appartamenti e case tradizionali.

Infine, si consideri che – una volta smaltite – tutte le parti dell’abitazione in legno (di solito, è usato il legno d’abete rosso) possono essere riutilizzate al 100% con un costo di riciclaggio praticamente nullo.

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