Movida, Silb Fipe: “Oltre al danno la beffa. Si balla ovunque tranne che in discoteca”

Il presidente del sindacato dei locali da ballo: "Qualcuno dovrà spiegarci che criteri ci sono dietro certe scelte che, oltre a condannare un settore intero a morte certa, favoriscono un pericoloso e dilagante abusivismo"

“Si balla ovunque ma non in discoteca”. Così Emiliano Cerri, presidente di Silb-Fipe province di Lucca e Massa Carrara, il sindacato italiano dei locali da ballo aderente a Confcommercio commenta le immagini trasmesse in questi giorni dalle piazze di diverse città.

“Oltre il danno la beffa, è proprio il caso di dirlo. Già, perché le immagini che continuano a girare in rete hanno proprio il sapore della beffa per tutti i nostri imprenditori costretti a non lavorare da ormai 17 mesi – va avanti Cerri -. Balli di gruppo praticamente dappertutto: nei pubblici esercizi, in spiaggia, in piazza, il tutto senza il benché minimo controllo. Quei controlli che, invece, potremmo garantire noi grazie a un protocollo di sicurezza già condiviso con le autorità competenti e su cui aspettiamo ancora un riscontro. Eppure di riaprire non se ne parla e, intanto, si balla ovunque meno che in discoteca. Qualcuno, prima o poi, dovrà spiegarci che criteri ci sono dietro certe scelte che, oltre a condannare un settore intero a morte certa, favoriscono un pericoloso e dilagante abusivismo”.

“Come già detto in più di un’occasione – prosegue Cerri- è necessario programmare una ripartenza a strettissimo giro, già dai primissimi giorni di luglio. Bisogna individuare una data precisa e dare la possibilità alle imprese di organizzare attività che hanno bisogno di programmazione. Le discoteche non si accendono e spengono con un interruttore. Speriamo che qualcuno prima o poi lo capisca, e speriamo che non sia troppo tardi”.

 

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