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Confindustria, inizia l’era Matteini: “Ripresa, ultima chiamata: necessario spingere sulle infrastrutture”

Si è insediato il nuovo presidente. Il vice Pieretti: "Problema dell'energia è una priorità da risolvere"

La presidenza di Daniele Matteini eletto ieri sera – in Confindustria Toscana Nord parte sotto il segno della continuità rispetto ai due mandati di Giulio Grossi, di cui peraltro lo stesso Matteini è stato vicepresidente in tutti i quattro anni. Assieme a Daniele Matteini sono stati eletti alla vicepresidenza Tiziano Pieretti e Fabia Romagnoli. Obiettivo prioritario è la ripresa, la ricetta sono nuove infrastrutture e la soluzione del problema energetico e dello smaltimento dei rifiuti.

La conferenza stampa svoltasi oggi (17 giugno) per l’insediamento della nuova presidenza, si è aperta con i migliori auguri del presidente uscente Giulio Grossi: “Questo è un momento emozionante al pari di quello vissuto ieri, abbiamo collaborato insieme per tutti questi anni e doveroso ringraziare la stampa, che è stata una preziosa alleata nella comunicazione. I temi che durante il mio mandato abbiamo tratto sono molti, dai rifiuti alle infrastrutture e anche la nuova squadra sarà chiamata a confrontarsi su questi temi. Purtroppo la pandemia ha segnato molto la mia presidenza, ma le nostre aziende hanno dimostrato compattezza e resilienza nonostante il momento terribile passato. Una delle cose più belle a cui ho assistito durante il mandato è stata aver visto affacciarsi a Confindustria molti nuovi soci e anche vecchi soci che se n’erano andati, hanno fatto il loro ritorno, un segnale importante che ci indica che stiamo percorrendo la strada giusta. In questi anni Daniele è sempre stato al mio fianco, conosco bene le sue doti di competenza e professionalità e sono sicuro che con questo nuovo incarico avrà ottimi risultati. Ringrazio tutti e auguro un buon lavoro”.

A raccogliere l’eredità di Giulio Grossi è il nuovo presidente Daniele Matteini che apre la sua era nel segno della continuità, puntando in particolar modo sulle infrastrutture, di cui il nostro territorio risulta carente. Secondo il nuovo presidente per affrontare la sfida della ripresa economica dopo la pandemia, la realizzazione di infrastrutture sarà determinante per attrarre nuovi investitori.

Raccolgo un’eredità resa complessa dal perdurare degli effetti della pandemia sul sistema economico, ma il percorso dell’associazione precedentemente tracciato è positivo ed efficace e sarà quello su cui si muoverà anche la mia presidenza – spiega Daniele Matteini nella conferenza stampa di oggi (17 giugno) -. Confindustria Toscana Nord, costituitasi nel 2016, è oggi un’associazione ben consolidata e coesa e si caratterizza per un’attenzione particolarmente forte per i temi aziendali. Non a caso l’aspetto servizi è sempre stato per noi importante non meno della rappresentanza: riteniamo infatti che i servizi siano, oltre che direttamente utili alle aziende, anche essenziali per tenerci ben sintonizzati con le esigenze dei soci. Una condizione, questa, imprescindibile per svolgere al meglio anche il nostro ruolo di portatori della voce delle imprese nelle relazioni con la politica e le istituzioni. La coesione e la forte attenzione verso l’associazione che abbiamo riscontrato soprattutto, ma non soltanto, dall’inizio della pandemia ci conferma che siamo sulla strada giusta. Da più di un anno abbiamo vissuto uno stravolgimento pressoché totale, che ha costretto tutti a concentrarsi, necessariamente, sulla prevenzione dei contagi e sulla gestione delle sue conseguenze. Ora bisogna recuperare un approccio finalizzato alla crescita. Il Pnrr costituisce un’occasione decisiva per l’economia italiana: perderla significherebbe imboccare la strada del non ritorno. Su quel fronte tutto è incentrato sulle amministrazioni pubbliche, che dei fondi e del loro utilizzo sono i gestori pressoché unici: da una finalizzazione corretta di quelle risorse passa una parte significativa delle condizioni di contesto in cui le imprese si troveranno a operare per molti anni”. “Parliamo di infrastrutture – prosegue il presidendente -, soprattutto, a livello macro e micro: dall’impiantistica per i rifiuti ad opere ed interventi che sono da anni, se non da decenni, nodi irrisolti. Nel pistoiese, ad esempio, accanto a interventi con valenza di sistema su autostrada e ferrovia – un paradosso: proprio la Pistoia dell’industria ferrotranviaria ha una rete ferroviaria inadeguata – si attendono opere di valenza più locale ma non per questo poco importanti, come la variante di Collodi. Ma si rendono necessari anche altri interventi, come la messa in sicurezza di ponti e strade montane e la qualificazione urbana di ampie aree del territorio. Quelli del Pnrr peraltro non sono gli unici fondi per la ripresa: ci sono e ci saranno anche le risorse europee ‘ordinarie’ per gli investimenti delle imprese come i fondi strutturali. Bandi regionali ben fatti, accessibili, correttamente mirati sulle esigenze delle aziende potrebbero fare la differenza, così come un’uscita graduale e non brusca dalle agevolazioni per l’accesso al credito e per il rientro dai fidi concessi. La fine, che speriamo imminente, della pandemia non significa automaticamente ripresa: la ripresa l’Italia dovrà guadagnarsela con buona politica e buona amministrazione”.

Ai colleghi che mi hanno voluto alla vicepresidenza di Confindustria Toscana Nord devo un grande ringraziamento – aggiunge Tiziano Pieretti -. Il tema della continuità illustrato dal nuovo presidente Daniele Matteini mi trova completamente d’accordo e sono sicuro che sia la chiave vincente da portare avanti. Ringrazio anche per la fiducia che mi è stata data con la delega all’energia. Sento molto la responsabilità di lavorare su un tema centrale come questo, per il quale intendo rappresentare al meglio le aspettative delle imprese associate. Quella della transizione energetica è, insieme alla transizione ecologica, una sfida epocale alla base dei documenti programmatici dell’Unione Europea e del nostro paese. La transizione energetica obbligherà a profondi cambiamenti, che dobbiamo essere pronti a cogliere e sviluppare. Sul risparmio energetico e l’efficientamento degli impianti produttivi in verità in Italia e nel nostro territorio le imprese sono molto avanti, ma quello che mina la competitività delle imprese è il problema costi, disallineati fortemente, a nostro svantaggio, a quelli degli altri paesi europei. Una penalizzazione, questa, inaccettabile nel contesto dei mercati globali. Eppure potremmo ovviare almeno in parte ai nostri fabbisogni energetici, contenendo i costi e nello stesso tempo dando esecuzione alle raccomandazioni sulla diminuzione delle emissioni di Co2, termovalorizzando i rifiuti speciali. L’economia circolare è questo: chiudere i cicli produttivi producendo energia dai rifiuti, ovvero da quella parte degli scarti non ulteriormente riutilizzabile come materia. Non c’è niente da inventarsi, basterebbe guardare alle esperienze migliori dei paesi più avanzati. In Toscana e in gran parte dell’Italia siamo indietro in questo percorso, con un doppio effetto negativo: perdiamo occasioni di produrre energia e ci rimangono i rifiuti da smaltire. La soluzione più logica sarebbe quella di lavorare su questo fronte in sinergia tra pubblico e privato, come avviene da tanti anni con successo con la depurazione delle acque reflue e gli scarichi urbani: realizzare e gestire impianti di termovalorizzazione di rifiuti civili e industriali sarebbe un passo decisivo verso una vera chiusura dei cicli. Quello dei rifiuti è del resto un problema che investe praticamente tutti i settori, moda, cartario, meccanica, lapideo, edilizia, nautica. Lavoreremo a fianco della Regione Toscana per dare il nostro contributo alla realizzazione del piano regionale dei rifiuti, auspicando che si abbraccino le soluzioni più moderne ed efficienti. Essendo espresso dal territorio lucchese, intendo anche seguire con particolare attenzione temi riguardanti la mia provincia, a cominciare da quelli delle infrastrutture. L’elenco rimane da un anno all’altro pressoché lo stesso: gli assi viari di Lucca; l’asse di penetrazione del porto di Viareggio e il dragaggio di quest’ultimo; il problema della via Romana ad Altopascio; la variante di Montramito; il completamento della Variante Aurelia Pietrasanta-Viareggio. L’auspicio è che le risorse del Pnrr diano una spallata decisiva alla realizzazione di queste opere”.

L’assunzione della carica di vicepresidente mi onora – dice Fabia Romagnoli -. Considero la fiducia accordatami dai colleghi anche un riconoscimento della centralità del tema che ho portato avanti in questi anni e che continuo ad avere come delega anche in questa vicepresidenza: la sostenibilità, dalla quale transitano non solo temi ambientali di portata planetaria, ma anche la competitività del sistema industriale nazionale e locale. Nelle mie intenzioni vi è la prosecuzione degli approfondimenti che Confindustria Toscana Nord sta facendo grazie anche al supporto di partner prestigiosi come la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il territorio di riferimento di Confindustria Toscana Nord si caratterizza per la presenza di distretti produttivi che hanno nell’economia circolare, essenziale ai fini della sostenibilità, uno dei loro punti di forza. Penso al tessile di Prato come al cartario di Lucca-Pistoia, ma anche all’attenzione per il riciclo posta dalle aziende della plastica; altri settori come il lapideo e l’edilizia premono, incontrando in verità un ascolto insufficiente da parte delle amministrazioni pubbliche, per sottrarre al ciclo dei rifiuti almeno parte dei loro scarti, impiegandoli per ripristini di siti degradati o per altre finalità. Nell’ambito della sostenibilità si colloca anche la linea consolidata dell’associazione a favore di impianti di smaltimento dei rifiuti di prossimità: una richiesta alla Regione Toscana su cui continueremo a insistere. Ma non c’è solo l’economia circolare: alcune tipologie produttive che si prestano meno alla circolarità hanno comunque una forte attenzione per l’utilizzo di materie prime certificate e di processi produttivi con il minor impatto possibile; altre ancora, come la meccanica, sono orientate anche a produzioni di macchine confacenti ad attività produttive sostenibili. Se la sostenibilità è ormai riconosciuta come un fattore positivo per la competitività delle imprese, l’area Lucca-Pistoia-Prato ha molte carte da giocare. Come associazione possiamo incoraggiare le imprese in questa direzione, per esempio agevolando l’accesso a pratiche come quelle dell’Lca-Life Cycle Assessment, che consentono da un lato di valutare al meglio l’impronta ambientale dei prodotti e dall’altro anche di poterla valorizzare nei confronti di committenti e consumatori. Vorrei andare anche oltre questo obiettivo e fare un’opera di diffusione della cultura dell’Lca al di fuori delle aziende: servirebbe a smontare luoghi comuni che tendono a contrapporre ambiente e industria in termini che, se riferiti ad aziende moderne e operanti nel rispetto delle regole, non hanno ragione di esistere. Nella mia nuova veste mi trovo a rappresentare l’industria pratese, che attraversa un periodo di particolare difficoltà per gli effetti della pandemia sul settore moda. A questo si aggiunge una crisi reputazionale legata a fatti indubbiamente gravissimi, che hanno gettato un’ombra tanto pesante quanto immeritata sull’intero distretto. Una delle sfide principali che abbiamo davanti è proprio questa: comunicare al meglio il distretto pratese e farne percepire il valore”.

La nuova presidenza di Confindustria Toscana nord punta quindi alla continuità dei temi trattati seguendo la linea già marcata nello scorso mandato ad opera della presidenza di Giulio Grossi. Ma c’è un nuovo argomento o un settore sul quale il presidente Matteini e la sua squadra ha intenzione di puntare nell’immediato futuro?

I temi principali sono comunque quelli già messi in campo dalla scorsa presidenza – dichiara Matteini -, è chiaro che dovremmo affrontare sfide importanti e nuove che si paleseranno dopo la pandemia, nella gestione di una ripresa che non sarà affatto scontata ma che raccoglieremo con coraggio. Un altro argomento che a mio avviso sarà sicuramente centrale nel prossimo futuro è quello dell’aumento dei reati informatici. E’ di questi giorni la notizia che un’azienda brasiliana numero uno al mondo nella lavorazione delle carni, ha dovuto pagare 11 milioni di euro in bitcoin ad una gang di hacker russi, come riscatto per non subire ulteriori rappresaglie informatiche. La cyber security diventerà essenziale per il futuro delle nostre aziende, sempre più digitalizzate e soggette a reati informatici che potrebbero minarne la competitività”.

Da domani inizierà la vaccinazione nelle aziende di Confindustria, una misura caldeggiata anche dalla vecchia presidenza, ma attuata solamente adesso.

Purtroppo l’iniziativa ha subito numerosi ritardi e i tempi si sono dilatati per la difficoltà ad ottenere le autorizzazioni pubbliche – spiega l’ex presidente Giulio Grossi -. Ad ogni modo, meglio tardi che mai, abbiamo tutti bisogno di tornare alla normalità, soprattutto le nostre aziende, con questa iniziativa speriamo di dare un contributo importante alla lotta al Coronavirus”.

Per lo smaltimento degli scarti industriali sono essenziali la realizzazione di nuovi impianti, eppure la Regione Toscana ha dichiarato di non volerli toccare, ci sono dei progetti da proporre per risolvere la situazione?

La situazione effettivamente è poco chiara – dice Pieretti -, siamo passati dal mandato di Rossi a quello di Giani, ma già con il vecchio presidente di Regione avevamo cercato di fare molti incontri coinvolgendo gli imprenditori e c’è sempre stato un rimbalzo sui temi dei rifiuti speciali, se siano una esclusività della Regione o meno. Con Giani la Regione ha scelto di istituire dei tavoli di discussione per scrivere il Piano regionale dei rifiuti, noi vogliamo partecipare ed essere promotori di nuove soluzioni, perché le soluzioni concrete esistono”.

Qual è quindi la ricetta della nuova presidenza per il rilancio dell’economia Toscana?

Il rilancio è legato alla capacità di resilienza dei vari settori presenti sul nostro territorio – dice il presidente Matteini -. A Lucca il settore cartario ha retto a questo periodo sfortunato, al contrario a Prato il settore tessile e della moda ha subito un grosso tracollo, la ripresa quindi si evidenzia a macchia di leopardo, ma nel complesso tutte le aziende della nostra area godono di una buona salute. Certo, non mi stancherò mai di dirlo, per aiutarle, sarà fondamentale la realizzazione delle infrastrutture, perché ci contribuiranno a ridurre i costi e a farle diventare più competitive a livello globale e raggiungere un benessere che piano piano interesserà tutta la regione”.

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