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Acque, Picchi: “Le aziende miste pubblico e privato una fregatura per i cittadini”

L'ex presidente di Sistema ambiente: "Vedo con favore l'estromissione del privato dalla gestione della cosa pubblica in generale e dell'acqua in particolare"

“Le aziende miste pubblico e privato una fregatura per i cittadini”. Così Liano Picchi, ex presidente di Sistema ambiente, torna a parlare della gestone del servizio idrico.

“In Acque spa si é aperta una guerra senza esclusione di colpi per estromettere la componente privata dalla gestione del servizio idrico integrato – prosegue Picchi -. E su questo obiettivo, proprio in funzione della mia pluriennale esperienza passata di presidente di un’azienda mista pubblico-privata, non possono che trovarmi in perfetto accordo. Questo tipo di aziende infatti, nate con la motivazione di apportare l’efficienza e la competenza del privato nell’ amministrare la cosa pubblica, finiscono spesso per sommare ai difetti delle prime la rapacità del privato. A chiunque dubitasse poi di come sarebbe stato garantito il prevalere degli interessi generali veniva ripetuto che sarebbe stato sufficiente riservare la maggioranza pubblica nei consigli di amministrazione e la nomina del presidente. La realtà di tutti i giorni ci insegna che al di là della questione formale così non avviene”.

“Nei rari casi in cui il presidente abbia una reale volontà di opporsi e sia munito di specifica competenza del settore in cui va ad operare, si trova a confrontarsi con un amministratore delegato di nomina privata, che già segue il settore da anni e al quale sono stati conferiti buona parte dei poteri gestionali da statuti che sembrano studiati per tutelare e favorire la parte privata – prosegue Picchi -. Quando con il passare del tempo il presidente comincia ad entrare nelle giuste competenze per comprendere e magari contrastare il prevalere degli interessi del privato, spesso viene avvicendato, vuoi perché nel frattempo il colore dell’amministrazione é cambiato, vuoi perché così facendo é diventato ‘scomodo’. Non si dimentichi infatti che il privato che vince la gara, talvolta lo fa per merito, ma sovente per vicinanza politica con chi siede al momento al potere. Quando, nel tentativo di difendere gli interessi generali, i membri di nomina pubblica entrano in contrasto con la parte privata, paradossalmente rischiano quindi di cadere in disgrazia con i piani più alti della politica, che anziché difenderli si adoprano invece per estrometterli in quanto diventati scomodi. Da quel momento tutti i sistemi sono validi pur di sbarazzarsi di loro”.

Picchi: “Acque spa: utili da capogiro ma investimenti minimali”

“Per questi e altri motivi vedo con favore l’estromissione del privato dalla gestione della cosa pubblica in generale e dell’acqua in particolare, ma non posso nemmeno ignorare che la stessa parte pubblica di Acque Spa negli ultimi 5 anni, abbia approvato bilanci con oltre 100 milioni di euro di utili spremuti dalle tasche dei poveri cittadini – conclude Picchi -. Vorrei almeno che questi fornissero una dettagliata spiegazione in merito, prima di affidargli di nuovo i prossimi incarichi, anche in un’azienda magari divenuta totalmente pubblica”.

 

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