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Puntualità dei pagamenti delle imprese, Lucca è maglia nera in Toscana

Assieme a Massa e Pisa peggiora in provincia la precisione dei tempi di pagamento ai fornitori

Continua l’impatto dell’emergenza Covid-19 sulla puntualità dei pagamenti delle imprese: a giugno le aziende italiane che pagano i propri fornitori con un ritardo di oltre 30 giorni sono il 12,8%, un dato in lieve diminuzione rispetto al trimestre precedente (-2,3%), ma in crescita del 21,9% rispetto a fine 2019. È quanto emerge dallo Studio Pagamenti aggiornato al 30 giugno e realizzato da Cribis, società del gruppo Crif specializzata nella business information.

L’incremento dei ritardi gravi rispetto alla fine del 2019 è particolarmente evidente soprattutto in Valle d’Aosta (+47,9%), Trentino-Alto Adige (+41,2%), Friuli-Venezia Giulia (+40,3%), Veneto (+37,3%) e Liguria (+36,7%), mentre a livello provinciale le più colpite sono Imperia (+76,6%), Belluno (+70,8%), Asti (+60%), Sondrio (+58,5%) e Trento (+54,3%).

“Nonostante i dati sui pagamenti in grave ritardo indichino un peggioramento rispetto alla situazione pre pandemia, un segnale positivo viene dalle imprese che pagano puntualmente i fornitori e che al 30 giugno scorso sono il 36,5%, un numero in aumento sia rispetto a fine 2020 (+2,2%) che in confronto con fine 2019 (+5,2%)”, dichiara Marco Preti, amministratore delegato di Cribis.

Il ranking regionale della puntualità è guidato dalla Lombardia (45,7%), seguita da Emilia-Romagna (44,6%), Veneto (44%), Friuli – Venezia Giulia (43%) e Marche (42,6%), mentre in ultima posizione troviamo la Sicilia (19,8%), preceduta da Calabria (20,7%) e Campania (23,3%). Sicilia, Calabria e Campania (nell’ordine) detengono inoltre il primato negativo per quanto riguarda i pagamenti oltre i 30 giorni, rispettivamente con il 22,3, il 22,1 e il 20,1%.

Fra le province, la più puntuale ancora una volta è Brescia, seguita da Sondrio, Bergamo, Lecco e Reggio-Emilia; all’ultimo posto troviamo Trapani, preceduta da Reggio Calabria, Palermo, Crotone e Messina.

Le province che rispetto allo scorso trimestre hanno guadagnato più posizioni sono Monza Brianza, che avanza dal 16esimo al 12esimo posto, e Biella (dal 22esimo al 18esimo); quelle che ne hanno perse di più sono Belluno, che scende dal 14esimo al 20esimo, Bolzano (dal 23esimo al 28esimo) e Pesaro Urbino (dall’11esimo al 16esimo).

Per quanto riguarda i settori, lo studio di Cribis indica quello dei servizi finanziari come il più puntuale (47,9%), seguito da costruzioni (43,4%) e trasporti e distribuzione (41,9%), mentre commercio al dettaglio (+26,3%), manifattura (+22,1%), servizi (+17,2%) e commercio all’ingrosso (+14%) sono quelli dove si registra la variazione percentuale più elevata nei pagamenti oltre 30 giorni rispetto a fine 2019.

Il focus toscano

Con il 34,8% di imprese che pagano alla scadenza i propri fornitori, la Toscana guadagna una posizione rispetto a marzo ed è all’ottavo posto della classifica italiana stilata dallo Studio Pagamenti di Cribis. Rispetto al trimestre precedente, diminuisce il numero di imprese che effettuano i pagamenti con ritardi superiori ai 30 giorni, passate dal 14% al 13,9%, con una variazione del -0,7%.

A confronto con lo scorso marzo, in regione Lucca (+2,4%), Massa (+1,3%) e Pisa (+0,9%) sono le province che fanno segnare un incremento dei pagamenti in grave ritardo, che calano soprattutto a Grosseto (-2,6%) e Firenze (-2%). Livorno (-2,9%) e Arezzo (-2,1%) fanno invece registrare il maggior decremento nei pagamenti puntuali.

Per quanto riguarda la classifica delle province, in Toscana la migliore è Pisa (41esima), seguita da Prato (45), Arezzo (46), Pistoia (48), Lucca (50), Siena (54), Firenze (58), Massa (64), Livorno (67) e Grosseto (79). Rispetto a marzo, Arezzo e Massa perdono tre posizioni e Livorno e Pisa una; Firenze, Grosseto, Prato e Siena avanzano di una posizione, mentre rimangono stabili Lucca e Pistoia.

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