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Discoteche, Conflavoro: “Riaprire al 35%? Condizioni impossibili, arrivare almeno all’80%”

Il presidente della sezione turismo e commercio: "Al Governo chiediamo solo una cosa: essere trattati come le altre attività per le quali aumenterà finalmente la capienza"

“Condizioni impossibili, riaprire almeno all’80%”. Così il presidente commercio e turismo di Conflavoro Pmi Martino Spera commenta la proposta del governo di riaprire le discoteche al 35% della capienza.

“La politica e la burocrazia – commenta Spera – continuano a essere distanti dal tessuto produttivo, in particolare dal mondo reale e quotidiano delle piccole e medie imprese. Bene la decisione di riaprire, ma non siamo felici di queste condizioni, perché riaprire al 35% di capienza, oltretutto personale compreso, sarà impossibile per chiunque. I costi di gestione non scendono automaticamente al 35%, ma sono gli stessi di una capienza al 100%: affitti, personale, fornitori. Anzi, sono maggiori, perché avremo chiaramente degli oneri per la messa in sicurezza, dato che il nostro settore, al chiuso, è fermo da 20 mesi”.

“Noi di Conflavoro – ricorda Martino Spera – siamo sempre stati d’accordo sul dare priorità alla sicurezza e disponibili a restare chiusi per senso civico. In cambio, però, chiedevamo sostegni economici certi e celeri. Così non è stato. Anzi, ancora aspettiamo gli indennizzi per le entrate perse durante l’estate, stagione ovviamente fondamentale per le discoteche. E, per inciso, questi soldi non basteranno nemmeno a coprire gli affitti. Continuiamo a sentirci abbandonati e trattati diversamente dalle istituzioni. Ripartire con slancio? Le condizioni proposte dal Cts sono certamente il modo più lontano possibile per riuscirci. Quindi al Governo chiediamo solo una cosa: di essere trattati come le altre attività per le quali aumenterà finalmente la capienza, e di portare quella delle discoteche almeno all’80%”.

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