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Green pass al lavoro, i sindacati: “Servono collaborazione e soluzioni alternative”

Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm chiedono alle aziende di investire risorse per gestire la fase di transizione

A due giorni dall’entrata in vigore dell’obbligo di green pass per tutti i lavoratori, prevista per venerdì (15 ottobre), la Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm di Lucca intervengono per invitare aziende e dipendenti alla massima collaborazione. “La campagna vaccinale promossa dal governo non ha evidentemente ottenuto i risultati sperati. Le nostre organizzazioni sindacali avevano chiesto l’obbligatorietà del vaccino ma il governo ha scelto un’altra strada, per palesi difficoltà di coesione politica al proprio interno”.

“La scelta – dicono le tre sigle sindacali – è stata quella di rendere obbligatorio il green pass, pur sapendo che ciò avrebbe comportato problemi di gestione difficilmente risolvibili. Anche questo strumento, sicuramente pensato come incentivo alla vaccinazione, non ha ottenuto l’obiettivo dichiarato. A poche ore dall’entrata in vigore, il 15 ottobre, dell’obbligo di green pass per tutti i lavoratori questo è un dato di fatto”.

“Circa 4 milioni di lavoratori – sottolineano le segreterie provinciali – dovranno farsi il tampone, ogni due o tre giorni, per poter lavorare.
Si tratta di una situazione, per le sue dimensioni, difficilmente governabile e che rischia anche di mettere in discussione l’attività lavorativa in tante aziende. Qualcosa deve essere pensato e messo rapidamente in pratica”.

Concludono Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm: “Per parte nostra ribadiamo il forte invito a tutti i lavoratori affinché si vaccinino, per proteggere loro stessi e tutte le persone che sono loro vicine. Invitiamo, al contempo, le aziende, per uscire dalle difficoltà in cui si trovano, a mettere a disposizione un po’ di risorse nell’interesse di tutti i lavoratori, almeno per un tempo limitato e per favorire questa fase di transizione. Siamo convinti che sia anche interesse loro”.

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