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Avvicinarsi al mondo della programmazione se si hanno più di 30 anni: pro e contro da considerare

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Lo stereotipo della startup di successo creata e gestita da giovani ventenni ha creato e crea ancora dei malintesi sull’industria tecnologica sulla tipologia degli operatori che la anima e sulla loro età. La realtà è invece fatta da gruppi di lavoro molto variegati e ben assortiti, in cui l’apporto del giovane coder va ad unirsi al programmatore di esperienza. Non è mai troppo tardi per avvicinarsi al mondo dello sviluppo software e infatti sono sempre di più le persone che cercano informazioni su come diventare programmatore web senza laurea, con percorsi intensivi di breve durata come quelli proposti da aulab. Il bootcamp proposto dall’azienda italiana dura 3 mesi e, attraverso la preziosa opera di insegnanti e tutor preparati ed esperti, offre un biglietto da visita di tutto rispetto da spendere subito nel mondo del lavoro.
Ma chi si avvicina al mondo della programmazione dopo i 30 anni dovrebbe comunque considerare alcuni aspetti per trarre il massimo dal proprio percorso formativo.

Un’età media piuttosto bassa

Non è certo un segreto che siano principalmente i giovani ad avvicinarsi al mondo della programmazione. Questo aspetto è legato soprattutto al fatto che le nuove generazioni hanno un rapporto sempre più stretto con la tecnologia in senso ampio, e lo sbocco lavorativo all’interno di questa industria rappresenta un percorso naturale e in alcuni casi quasi obbligato.
Il primo errore che un ultratrentenne può fare è quello di farsi scoraggiare dalla presenza così massiccia di giovani rampanti. Se si è motivati, costruire una carriera in questo mondo è possibile, e operare in contesti freschi e giovani può semmai rappresentare uno stimolo ulteriore.

Aspetti positivi

Cambiare settore è molto semplice

Se si prova ad inserirsi in un ambito che non rispecchia le proprie caratteristiche, nella programmazione è sempre possibile cercare la propria nicchia formandosi su quello che più è nelle proprie corde. Certo, non si tratta di conversioni semplici e serve davvero un grosso spirito di sacrificio, ma trovare il modo di essere produttivi in qualcosa che ci piace non ha prezzo.

– Il fattore esperienza

Si avrà sempre l’idea di essere indietro e inadeguati rispetto alle forze fresche con una preparazione informatica più avanzata, ma chi è più avanti con gli anni può comunque giocarsi la carta dell’esperienza che non dovrà per forza essere inerente all’ambito in cui si sta cercando di entrare. In qualsiasi team tecnologico c’è sempre bisogno di conoscenze relative ad altri campi visto che il lavoro del programmatore non è solo creazione di codici.

– Vantaggio sui soft skill

Questo aspetto è collegato a quello visto in precedenza e alle cosiddette soft skill, ossia quella capacità che esulano dalla preparazione tecnica ma che sono necessarie per svolgere il lavoro dello sviluppatore nella maniera migliore. Se si sa come affrontare situazioni di stress, se il lavoro all’interno di un team è ormai una capacità assodata e se si possiedono doti elevate di problem solving, beh, si avrà una base di tutto rispetto dalla quale partire.

Aspetti negativi

Gli altri impegni possono essere un problema

Le possibilità che una persona con un’età superiore ai 30 anni abbia già una famiglia sono decisamente più elevate rispetto a un ventenne. Le situazioni di stress quotidiano rischiano di rendere l’avvicinamento alla carriera da programmatore molto più difficile e le distrazioni alla lunga si pagano. Il coding richiede concentrazione, sia in fase di studio che in quella operativa e bisogna essere al massimo per poter andare avanti spediti.

Un capo molto più giovane

Più gli anni vanno avanti, più alte saranno le possibilità che ci si trovi ad avere a che fare con persone con un ruolo superiore decisamente più giovani. Se si arriva da contesti in cui solitamente le gerarchie seguono principalmente il fattore anagrafico, il rischio di trovarsi spiazzati è molto elevato.

Per molte ma non per tutte

Entusiasmo e preparazione sono ingredienti importanti per aspirare ad una carriera in questo settore, ma in alcuni casi è meglio sapere come orientarsi per ritrovarsi in contesti sbagliati. Un’azienda più grande permetterà un inserimento più semplice per una persona più avanti con l’età. In quelle piccole invece esistono dinamiche, spesso familiari, che rischiano di rendere il compito più difficile.

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