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Formazione addetto antincendio: tutto quello che devi sapere

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I datori di lavoro e il dirigente hanno il compito di designare degli addetti antincendio tra i lavoratori, cioè dei soggetti incaricati alla prevenzione e alla gestione dei casi di incendio, attraverso l’attuazione di alcune misure (salvataggio, evacuazione del luogo di lavoro, primo soccorso ecc.).

Chi è l’addetto antincendio?

Come già spiegato, l’addetto antincendio è una persona designata dal datore di lavoro che conosce i comportamenti ottimali da mettere in pratica per prevenire e gestire un incendio. Proprio per questo, si tratta di un operatore formato, che ha seguito con successo un corso specifico per addetti antincendio. Per scegliere a chi affidare questo importante compito, il titolare deve valutare non solo le capacità dei dipendenti ma anche la loro salute e il rapporto con la sicurezza. In alcuni casi, anche lo stesso principale può svolgere tali compiti, ma solo in determinate aziende fino a 30 lavoratori (ad esclusione delle attività industriale a rischio incidente rilevante); nelle aziende che hanno fino a 200 lavoratori; nelle aziende agricole e zootecniche con un massimo di 30 lavoratori e nelle aziende di pesca fino a 20 lavoratori, così come stabilito dall’Allegato II del D. Lgs. 81/2008. La stessa normativa, però, non definisce un numero di addetti antincendio da designare. In genere, è fondamentale stabilire un numero congruo al tipo di attività svolta, alla dimensione dell’azienda, al numero di dipendenti, ai rischi presenti, nonché all’organizzazione del lavoro (in base anche ad eventuali assenze programmate o improvvise).

La formazione degli addetti antincendio

Per poter rivestire il ruolo di addetto antincendio è necessario prima avere una precisa formazione professionale. In parole povere, la formazione necessaria richiesta agli addetti dell’azienda incaricati alla prevenzione di incendi e di emergenze, è prevista dall’Allegato numero IX del D.M 10 marzo 1998, a seconda della classe di rischio di incendio dell’attività. Per tutte quelle attività classificate con elevato rischio di incendio, gli addetti incaricati, concluso il periodo di formazione, sono tenuti a sostenere anche un esame per l’idoneità tecnica presso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Si tratta di un esame piuttosto impegnativo che prevede lo svolgimento di prove di vario tipo, ovvero orali, scritte e pratiche.

L’esame è previsto anche per alcune attività che, pur non essendo classificate a elevato rischio, sono comunque caratterizzate da una pericolosità intrinseca così come risulta dalla Regola Tecnica di Sicurezza antincendio di riferimento in base alla specifica attività (si pensi ad esempio a un asilo nido che supera le 30 persone). Infine, è bene precisare che possono richiedere di effettuare gli esami volontariamente anche le attività le quali non sono obbligate all’idoneità tecnica. Una volta ottenuto l’attestato di idoneità non è necessario effettuare alcun rinnovo periodico, tuttavia, la formazione deve essere aggiornata in modo costante.

Formazione – come e quando aggiornarla

La legge prevede l’obbligo di aggiornamento della formazione periodico, tuttavia, non prevede espressamente una frequenza minima. In genere il compito di individuare la cadenza di aggiornamento cade direttamente in capo al proprio datore di lavoro. Lo stesso è tenuto, altresì, a garantire l’introduzione periodica di nuove attrezzature e sostanze agli addetti antincendio.

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