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Ripresa compromessa dai costi, Baldi (Confartigianato): “Nella filiera carta aumenti del 220%”

Il presidente della consulta regionale: "Oggi per tante imprese continuare a produrre è diventato un percorso ad ostacoli"

Oggi per tante imprese continuare a produrre è diventato un percorso ad ostacoli. La ripresa, che molte hanno intravisto per effetto delle riaperture delle attività industriali e commerciali dopo la pandemia, è compromessa dagli aumenti dei costi di materie prime ed energia”.

Sono queste le parole preoccupate del presidente della consulta regionale delle categorie di Confartigianato Imprese Maurizio Baldi.

Baldi, che è anche presidente nazionale di Confartigianato Grafici e presidente di Confartigianato Comunicazione e Grafici Toscana, esamina poi la situazione delle imprese della filiera carta,  stampa, tipografia e cartotecnica: “Vi sono grandi difficoltà a reperire le materie prime, come il legno, la cellulosa, la carta riciclata e i prezzi stanno aumentando notevolmente, anche in questo periodo vicino alle festività, che vede una domanda crescente di carta e cartone. Gli aumenti si trasferiranno sui consumatori. Le aziende – aggiunge – hanno esaurito le scorte di magazzino. La domanda di prodotti per l’igiene, di imballaggi per il settore farmaceutico, per le consegne a domicilio e per il commercio elettronico ha fatto aumentare la domanda delle materie prime per la produzione di carte ma i fermi macchina pianificati dai produttori di carta e gli aumenti dei costi dell’energia e del gas hanno ridotto le produzioni e dilatato i tempi di consegna anche nei settori collegati della stampa e tipografia”.

L’esponente di Confartigianato prosegue evidenziando che gli aumenti hanno riguardato tutte le tipologie di costi: “Si va dal 10% di aumento dei prodotti generici per la sala stampa a punte del 65% e del 220% di aumento per i prodotti chimici per il lavaggio dei macchinari. Molte imprese, già provate dall’emergenza sanitaria, non possono produrre perché hanno difficoltà a trovare le materie prime e a causa degli aumenti dei costi subiranno forti perdite di bilancio e questo potrebbe determinarne la chiusura con la conseguente perdita di posti di lavoro”.

“Le imprese – conclude – possono essere aiutate con politiche ed incentivi che favoriscano la produttività e la continuità negli approvvigionamenti di materie prime e nelle forniture di energia, ampliando e prolungando ad esempio la riduzione degli gli oneri di rete e di sistema in bolletta”.

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